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Dottori di ricerca, aumentano quelli che vivono all’estero: +6% Società

Roma – Secondo l’ultima indagine Istat sull’inserimento professionale dei dottori di ricerca, nel 2014 sono in aumento del 6% i PhD italiani che scelgono di andare o rimanere all’estero, in paesi dove il livello culturale e curriculare è più regolarmente riconosciuto per l’accesso al posto di lavoro e per la carriera. La soddisfazione generale per il posto di lavoro conseguito è di poco superiore al 7, la soddisfazione dei dottori di ricerca donne è invece inferiore. A 6 anni dal titolo il lavoratore con PhD ha uno stipendio di 1750 euro.

In Italia nel 2014, a quattro anni dal conseguimento del titolo (2010), lavora il 91,5% dei dottori di ricerca, mentre è in cerca di un lavoro il 7%. A sei anni dal conseguimento del titolo (2008) lavora invece il 93,3% (valore ancora molto elevato e in leggera diminuzione rispetto al 2009) e cerca un lavoro il 5,4%. Il vantaggio competitivo del titolo di dottore di ricerca verso il mercato del lavoro, rispetto al laureato ordinario, è confermato nel 2014, anche in Italia. Tuttavia,  i dottori di ricerca tendono, come noto, a trovare fortuna più velocemente e stabilmente all’estero. E’ quanto emerfge confermano, tra l’altro, i dati divulgati oggi da Istat nel rapporto Istat L’Inserimento professionale dei dottori di ricerca.

L’occupazione dei dottori di ricerca è elevata in tutte le aree disciplinari, in particolare tra i dottori delle Scienze matematiche e informatiche e dell’Ingegneria industriale e dell’informazione (oltre il 97% lavora a sei anni dal dottorato e oltre il 95% a quattro anni); risulta più bassa tra i dottori delle Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche (intorno all’88% in media). La soddisfazione generale rispetto all’attività lavorativa è di 7,2 punti su un massimo di 10. Più alta la soddisfazione per l’autonomia e le mansioni svolte, più contenuta quella per le possibilità di carriera e la sicurezza del lavoro. Le donne manifestano livelli di soddisfazione inferiori su tutti gli aspetti. A sei anni dal conseguimento del titolo, i dottori percepiscono un reddito netto mediano mensile di 1.750 euro; a quattro anni il reddito dei dottori del 2010 è di 1.633 euro.

A sei anni dal conseguimento del titolo, la quota di  occupati con un lavoro a termine è pari al 43,7%, mentre raggiunge il 53,1% tra i dottori osservati a quattro anni. Il dato è in crescita rispetto all’indagine precedente, quando era del 35,1% e del 43,7%. Il 73,4% dei dottori occupati del 2008 e il 74,4% di quelli del 2010 svolgono attività di ricerca e sviluppo. La quota è più bassa tra le donne: 3 su 10 sono impegnate in attività lavorative per nulla connesse alla ricerca.

Le aree disciplinari associate ai redditi più alti sono le Scienze mediche, Scienze fisiche, Ingegneria industriale e dell’informazione, Scienze economiche e statistiche e Scienze giuridiche: a sei anni dal conseguimento del titolo il reddito netto mediano mensile supera i 1.900 euro. Più contenuti (in media tra 1.400 e 1.450 euro) sono invece i redditi dei dottori in Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche e in Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche.

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