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Dpcm lockdown: presidio pacifico della Marcia della Liberazione Cronaca

Firenze – Il presidio regionale indetto dalla “Marcia della Liberazione” davanti alla prefettura di Firenze si è svolto stamattina pacificamente con la partecipazione di circa 300 persone. Il Prefetto ha ricevuto i rappresentanti dei cittadini che gli hanno riferito dell’estremo disagio derivato dall’emanazione dei recenti DPCM e dalle direttive regionali.

“La chiusura degli spazi di riunione politica rappresenta un vulnus insostenibile alla corretta dialettica politica garantita dalla Costituzione – è scritto in un comunicato -. L’inettitudine del Governo centrale paralizzato dalla politica di contrazione del bilancio, le scelte decennali di tagli alla sanità e l’immobilismo inconcludente della politica nazionale durante l’estate, rappresentano la causa prima della crisi e del caos in cui versano gli ospedali italiani e toscani che mancano di personale e dell’organizzazione necessari per far fronte all’impennata epidemica”.

Al Prefetto sono stati anche denunciati “gravi fenomeni di malcostume e cattiva gestione nei centri covid della nostra regione”. Le chiusure dei ristoranti, le politiche restrittive e l’imposizione delle mascherine – prosegue il comnunciato – “sono purtroppo fallite come antidoto alla diffusione del virus e ora si manifestano solo come forme di vessazione economicamente insostenibili per gli operatori economici, i lavoratori e i cittadini coinvolti.  Al contempo i ritardi nel versamento della CIG risultano inaccettabili e dolorosi per centinaia di migliaia di famiglie.

Al Prefetto è stato poi fatta presente “la paralisi di molte articolazioni fondamentali dello Stato dove scuola, tribunali, amministrazione tributaria e degli enti locali sono state messe in ginocchio dalla scriteriata politica dello smartworking e dalla fobia da contagio”.

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