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Droga high tech: virtuosi della marijuana geneticamente modificata Cronaca

‘Arezzo – Non solo aveva messo in piedi una piantagione ben occultata, ma era anche riuscito  in una zona a ridosso di ripa dell’olmo dove,  nonostante le condizioni climatiche non lo permettessero era riuscito a sperimentare la coltivazione di particolari  qualità di  “marijuana” tipiche del Regno Unito , la  “blu cheese ”. Si tratta di una varietà di sostanza derivante dalla britannnica “cheese” e la “bluberry” che ha migliaia di estimatori in tutto il mondo. E’ una sostanza dal sapore eccezionale, una sostanza ibrida incrociata più volte per renderla geneticamente più stabile  e dunque più gustosa.

Con l’arresto di due persone il reparto operativo del nucleo investigativo dei Carabinieri di Arezzo  ha concluso una lunga indagine a Castiglion fiorentino e ad Arezzo, nell’ ambito di  una mirata indagine finalizzata reprimere illecita attività coltivazione e detenzione di  sostanze stupefacenti. C. m. nato castiglion fiorentino (ar) , cl. 1969 e r. f. nato arezzo, cl. 1966 sono stati accusati rispettivamente del reato di detenzione ai fini di spaccio e coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti  del tipo “marijuana”.

I due sono stati trovati in possesso di 16 kilogrammi di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”  di cui 2 kili già essiccati e pronti per la vendita al dettaglio destinata al mercato di arezzo e 14 kili ricompresi in 98 piante messe ad essiccare

E’ stata rinvenuta anche la marijuana nota negli ambienti come “moby dick” che racchiude nella potenza e nella psico attività  la sua caratteristica migliore. essa ha un effetto devastante:  basta poco per sentirne il suo intenso contraccolpo celebrale avendo circa il 21% di sostanza attiva. Infine e’ stata sequestrata anche la  “rossa calabrese” una pianta di “marijuana” tipica degli altipiani della sila calabrese. E’ una varietà che si contraddistingue per le sue particolari e vivaci sfumature rosse delle sue escrescenze che necessita di particolari condizioni microclimatiche per sviluppare il suo principio attivo. L’ indagine e’ stata coordinata dalla procura della repubblica di Arezzo.

 

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