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Dubbi e incertezze nei labirinti della fase due Cronaca

Firenze – Sette giorni per capire. Ancora una settimana e la tanto attesa Fase 2 prenderà il via. Ma le incertezze al momento non sono poche. Prendiamo gli spostamenti. Il nuovo Dpcm firmato Conte mantiene il divieto di muoversi fra una regione e l’altra (se non per lavoro o assoluta urgenza) e fa cadere invece le barriere fra comuni nello stesso ambito regionale.

Rimane tuttavia l’autocertificazione per motivi di lavoro, necessità o salute con in più la novità della possibilità di visita ai parenti. Purché all’interno della stessa regione. Tutto chiaro dunque? Mica tanto. Chi sono i parenti? Il Dpcm che entrerà in vigore il 4 maggio parla di “congiunti”. Definizione alquanto incerta. Si può ritrovare nel codice penale o in qualche sentenza della Cassazione.

Ma i fidanzati, le coppie a distanza, possono rientrare nella categoria? Questione non di poco conto visto che centinaia di migliaia di coppie, giovani, meno giovani e diversamente giovani, da quasi due mesi sono condannate a incontrarsi soltanto in video tremolanti. Sul punto, “fonti” di Palazzo Chigi fanno sapere che sì, anche i fidanzati potranno finalmente incontrarsi senza il rischio di dover pagare multe salate. Per congiunti dovrebbero intendersi infatti “parenti e affini, coniuge, conviventi, fidanzati stabili e affetti stabili”. Dovrebbero, perché al momento i chiarimenti non ci sono. Arriveranno con una circolare e sul sito del Governo ci saranno le risposte agli interrogativi.

C’è poi la questione delle seconde case. Stabilito che non si potrà andare in altre regioni, si potrà all’interno della propria raggiungere altre abitazioni, in proprietà o in affitto che siano? Nel nuovo Dpcm non se ne fa cenno. E anche sul punto si attendono chiarimenti.

Per quel che riguarda le messe il decreto invece è chiaro. Solo funerali con partecipazione molto ristretta (15 persone) ma ancora divieto per le messe. Ma non è detto. Dopo la vibrata protesta della Cei, la Conferenza episcopale italiana, sembra che nei prossimi giorni possa essere studiato un protocollo di sicurezza per rendere possibili le funzioni.

Ci sono poi altri punti che andranno probabilmente chiariti. E ciò per evitare zone d’ombra in cui nell’incertezza potrebbero nascere inevitabili abusi sanzionatori. Stabilito che non c’è più il divieto di spostamento da un comune all’altro nell’ambito della stessa regione, come va inteso il motivo di necessità? Con le norme attualmente in vigore si è obbligati ad andare a fare la spesa nel supermercato più vicino o comunque nel negozio più vicino alla propria abitazione anche se in un comune diverso.

Da lunedì, cadendo il divieto di spostamento da un comune all’altro, si dovrebbe poter fare la spesa o recarci nel negozio che più riterremo adeguato al bisogno. E stessa cosa dovrebbe accadere per i ristoranti e il cibo da asporto. Potendoci dal 4 maggio muovere liberamente da un comune all’altro (seppur con limite regionale e autocertificazione) dovremmo anche poter scegliere il ristorante che più ci aggrada. Secondo logica. Ma anche su questo punto sarebbe necessario un chiarimento definitivo che non esponga il cittadino all’arbitrio e l’agente che deve concretamente operare alla scomoda decisione. Per non parlare della possibilità di fare attività motoria lontano da casa. Ma lontano dove? Sarà possibile montare in macchina per andare a camminare nel parco di un altro comune?

Alcune Regioni intanto hanno già cominciato (o continuato) a fare self service. In Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Alto Adige,Abruzzo, Marche, Liguria, si gioca d’anticipo e già da ora è possibile ordinare cibo d’asporto nei ristoranti mentre in alcune di queste si può già camminare lontano da casa o recarsi per interventi di manutenzione nelle seconde case o nelle barche ormeggiate nei porticcioli.

La Lombardia sta già studiando la possibilità di riaprire alle messe in chiesa. Ci avevano spiegato che le Regioni, come da ultimo decreto legge, potevano emettere ordinanze più restrittive (possibilità ampiamente sfruttata)  ma sembrava che non potesse accadere il contrario. Cosa smentita dai fatti. Già, perché quella dell’ordine sparso sembra l’unica regola certa.

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