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“Dubito dunque sono”: percorso interdisciplinare allo Stensen Opinion leader

L’espressione, che viene fatta risalire a S. Agostino (354-430), costituisce il rovesciamento del celebre “Cogito ergo sum” (“Penso dunque sono”) da cui Cartesio (1596-1650) derivò il suo dubbio metodologico, quale strumento razionale per valutare la conoscenza empirica. Di fatto l'«io penso» di Cartesio è un «io dubito», perché l'atto stesso di dubitare presuppone pur sempre un soggetto che pensa.

L’esperienza del dubbio, nel suo significato generale di “incertezza, indecisione, in cui viene a trovarsi l'uomo per la difficoltà di giungere ad un'affermazione conclusiva, alla verità”, sembra essere costitutiva della natura e dell’esistenza umana, o, in altri termini, una “caratteristica antropologica” specifica, per non dire essenziale. Il dubbio, infatti, ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella storia e nello sviluppo del pensiero, della ricerca, della conoscenza, delle relazioni umane, sociali e politiche, e nella stessa esperienza religiosa, assumendo, con il mutare delle circostanze storiche e culturali, una pluralità di possibili interpretazioni, definizioni, espressioni e giustificazioni. Anche nella dinamica, spesso conflittuale, del rapporto fede-ragione, l’esperienza del dubbio assume un ruolo importante e creativo nel processo di maturazione verso una fede adulta e responsabile.

 Nel richiamare le ragioni dell’Anno della fede, Benetto XVI sottolinea infatti come “la fede si trovi ad essere sottoposta più che nel passato a una serie di interrogativi che provengono da una mutata mentalità che, particolarmente oggi, riduce l’ambito delle certezze razionali a quello delle conquiste scientifiche e tecnologiche”. Esorta infine a ripensare e correttamente contestualizzare il vitale rapporto “fede-carità”, perché “la carità senza la fede sarebbe un sentimento in balia costante del dubbio” scettico. Ma anche la scienza contemporanea è oggi sempre più immune da un ingenuo scientismo e più consapevole dell’estrema complessità della realtà e della natura ipotetica del suo sapere, che non dice cose vere, ma semplicemente cose esatte (ex-actu), ottenute cioè da ipotesi anticipate: ciò che viene spiegato è semplicemente ricondotto a ciò che è stato anteriormente supposto, e il dubbio metodologico soggiace alla dinamica dell’indagine scientifica.

Con un approccio pluri- e interdisciplinare, abbiamo sviluppato il tema del dubbio in tre parti, nel corso di sei mesi, valutando alcuni tra gli aspetti storici, filosofici, sociali e teologici più rilevanti (18 Sessioni – 31 Relazioni). Il percorso sarà anche accompagnato da una rassegna cinematografica.

P. Ennio BROVEDANI sj
Presidente Fondazione Stensen – Firenze

(articolo per Toscanaoggi)

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