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Due casi di evasione fiscale nella sanità toscana Notizie dalla toscana

Nel 2000 il dottor Francesco Passarello, stimato chirurgo dell’Università di Siena, venne dichiarato inabile ad operare a causa di una grave patologia all’occhio destro che lo affliggeva sin dal 1979. Il medico venne esonerato dalle attività di sala operatoria, e gli venne consentito di continuare la sua attività di docenza presso l’Ateneo senese. Pochi mesi più tardi, però, Passarello iniziò ad operare presso case di cura provate convenzionate con il sistema sanitario nazionale. Anziché comunicare la sua inidoneità agli interventi chirurgici, cioè, continuò a guadagnare dalla sua attività nelle sale operatorie private. Gli investigatori stimano che lo specialista sia così riuscito a percepire circa 73.000 euro, con un danno al servizio sanitario nazionale pari a 381.000 euro. Il pubblico ministero senese che indaga sulla vicenda, Fedele Laterza, ha deciso di trasmettere alla Corte dei Conti gli atti delle indagini per accertare se vi sia stato o meno spreco di denaro pubblico. Intanto il dottor Montana, perito della Procura di Siena, ha eseguito una perizia sul dottor Passarello, dichiarando che anche se praticamente cieco da un occhio, lo specialista sarebbe in grado di operare. A Firenze, invece, per rimanere in tema, a finire nell’occhio del ciclone è stato un odontoiatra che ha evaso al fisco circa 2,4 milioni di euro. La Guardia di finanza fiorentina ha accertato che lo studio odontoiatrico nel quale operava rilasciava regolari fatture, dichiarandone però soltanto la metà. Assieme all’odontoiatra sono state denunciate anche tre giovani dipendenti per abuso abusivo della professione. Nessuna di loro, infatti, aveva i titoli per le prestazioni odontoiatriche prestate.

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