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Donne nomadi in gabbia, Rossi: “Frutti avvelenati della xenofobia” Breaking news, Notizie dalla toscana

Grosseto – Due addetti di un supermercato di Follonica in provincia di Grosseto hanno rinchiuso, seppure per pochi minuti, due donne nomadi nel gabbiotto in cui si trovano i cassonetti per la carta. L’episodio è accaduto ieri mattina. Nel tempo in cui le donne si dibattevano e urlavano spaventate per uscire, i tre le hanno filmate mettendo poi il video sui social. Una volta liberate, le due donne hanno sporto denuncia presso i carabinieri, e la Procura di Grosseto ha aperto un fascicolo per sequestro di persona nei confronti dei due lavoratori. I due avevano sorpreso le donne mentre prendevano carta e cartone dai cassonetti della raccolta differenziata. 

Il caso è esploso nel corso della giornata, da un lato per un post di Salvini, il leader della Lega, che ha preso posizione a favore dei due dipendenti, dall’altro per la valanga di commenti che il video (che ha avuto decine di migliaia di visualizzazioni) ha provocato sui social. Fra le forti reazioni che il post di Salvini ha scatenato fra i rappresentanti politici, quella di Civati che, in seguito alla dichiarazione di Salvini di “offrire tutela legale” ai due diopendenti, ha offerto tutela legale alle due donne. Anche Saviano ha commentato in modo molto duro la presa di posizione di Salvini, mentre il supermarket si è dissociato dal comportamento dei due dipendenti.

Sulla questione ha preso posizione anche il governatore Enrico Rossi: “Eccoli i frutti avvelenati della xenofobia, e non si parli di goliardate. Quello che è successo a alle due donne Rom a Follonica è gravissimo e deve essere condannato fermamente, come ha fatto la stessa azienda – ha commentato esprimendo la sua indignazione per l’episodio – la nostra Costituzione dice che la libertà personale è inviolabile e la nostra civiltà insegna il rispetto per ogni individuo. Per questo quanto accaduto non va minimizzato e per questo suonano indecenti le parole di Salvini, ormai perso nella sua corsa verso la totale negazione dei valori della nostra democrazia”.

 

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