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Due nuovi episodi di razzismo a Firenze e Prato Cronaca

«Il dramma di Firenze rappresenta una lacerante ferita per la città e per il Paese», ha dichiarato oggi, 21 dicembre, il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri. «Dopo questo gesto scellerato – ha concluso il ministro – c'è stata una reazione composta, civile e generosa, di vicinanza autentica alla comunità senegalese. Non bisogna però archiviare quello di Firenze come gesto folle nè interpretarlo come il rischio di una deriva xenofoba». Parole di circostanza? A dire da quanto accaduto nelle ultime ore a Firenze e Prato si direbbe di no. Non bisogna abbassare la guardia. Il razzismo è sempre in agguato. Questa mattina il presidente del Consiglio comunale di Prato, Maurizio Bettazzi (Pdl) ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un messaggio nel quale si felicitava per la concessione della cittadinanza italiana ad un giovane cinese di 24 anni: «Questa mattina presso gli uffici anagrafe e cittadinanza di piazza San Niccolò – aveva scritto il consigliere pratese – ho conferito la Cittadinanza Italiana a seguito di giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana ad un ex cittadino cinese. Benvenuto nella nostra comunità». Poche ore ed accade quello che non ti aspetti. Sulla bacheca di Bettazzi si accumulano commenti offensivi nei confronti del neocittadino italiano, alcuni dei quali hanno costretto gli amministratori di Facebook alla censura. «Purtroppo le cittadinanze non si possono revocare…», ha dichiarato Bettazzi riferendosi a coloro che hanno scritto i commenti razzisti apparsi sulla sua pagina. Ma quello di Prato, purtroppo, non è stato il solo episodio di razzismo registrato oggi, ad una settimana dal terribile attentato di Gianluca Casseri. In pieno centro storico fiorentino, infatti, un cinquantenne si è reso protagonista di un deplorevole episodio di minacce ed ingiurie a sfondo razziale. Un senegalese di 29 anni vendeva libri africani negli immediati pressi di una libreria di via de’ Servi, la strada che da Santissima Annunziata conduce al Duomo. Il cinquantenne gli è passato davanti ed ha accarezzato il suo cane ma, trovatosi in mano una manciata di peli, li ha gettati addosso al senegalese. Il giovane di colore, a questo punto, ha protestato con il padrone del cane ed ha chiesto spiegazioni. Ne è nata un’accesa discussione ed il cinquantenne ha intimato al senegalese di andarsene. A questo punto una delle commesse della libreria è uscita dal negozio, spiegando all’uomo che se c’era qualcuno che avrebbe dovuto far allontanare il giovane era lei, ma che non aveva intenzione di farlo. Il cinquantenne ha invitato la donna a non prendere le difese del senegalese e che la cosa era una faccenda privata, quindi si è rivolto al ventinovenne e lo ha dapprima minacciato di colpirlo rompendogli una bottiglia in testa e, infine, di andare a prendere la pistola per sparargli. Nel frattempo, però, la commessa della libreria ha chiamato i carabinieri, che sono giunti sul posto ed hanno denuncia contro l’autore delle minacce. E mentre accadeva tutto questo, in Palazzo Vecchio si decideva di erigere in piazza Dalmazia una statua per le due vittime di Gianluca Casseri, Samb Modou e Diop Mor. La mozione presentata dal capogruppo del Partito Democratico del Consiglio comunale e dal consigliere Francesco Ricci (Pd) è stata approvata questa mattina all’unanimità dall’assemblea riunitasi nel Salone de’ Dugento. Il monumento dovrà simboleggiare la lotta alla xenofobia e verrà commissionata ad un artista senegalese mediante contatti con le autorità governative del Senegal. Segno, questo, che Firenze non si identifica certo nel comportamento del cinquantenne che ha minacciato il giovane senegalese in via de’ Servi, ma si sente orgogliosa di comportamenti come quelli della commessa della libreria.

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