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Due video di Krypton: Moby Dick e il cibo, per battere il virus Spettacoli

Firenze – Dal “Laboratorio per il riconoscimento del limite umano“, il progetto realizzato da TS Krypton,  scaturiscono due opere video dal titolo Nel canto della balena bianca e Fame Vr, per rispondere con la letteratura e la memoria creativa a questo momento difficile per la compagnia ed il suo pubblico.

I video saranno disponibili  su http://bit.ly/YouTube_Krypton,e  pubblicati sui social e sul sito di Krypton: da domani 18 novembre  Nel canto della balena Bianca e dal 20 novembre Fame Vr.

Le sperimentazioni attuate nella creazione di questi lavori disegnano una linea di continuità nella scelta della compagnia di perseguire, fin dagli esordi, l’applicazione dei  nuovi linguaggi e in particolare delle nuove tecnologie alle arti sceniche.

L’uso dello streaming e delle produzioni video risponde ormai ad una esigenza diffusa nella performing art e nell’arte in generale, obbligata da una pandemia, vero e proprio evento epocale, che ci fa riconsiderare le modalità dell’offerta culturale e che induce grandi ripensamenti sul futuro e sul nostro modo di “essere al mondo.” 

Nel canto della balena bianca               on line il 18 novembre

ispirato a Moby Dick di Herman Melville

di e con Giancarlo Cauteruccio

scenografia virtuale e montaggio video Massimo Bevilacqua

una produzione Teatro Studio krypton

Con il contributo di Regione Toscana nell’ambito di Toscanaincontemporanea2020 con il Centro Pecci di Prato

In collaborazione con il Museo Marino Marini di Firenze

ringraziamenti a Roberto Incerti e  Patrizia Asproni

 

Giancarlo Cauteruccio ha diretto ed interpretato la performance di visual teatro Nel canto della balena bianccui ha fatto seguito il video omonimo girato in modalità HD nella splendida cripta della ex Chiesa di San Pancrazio, che  ha immaginato come il ventre di una balena.

L’occasione è stata la mostra “Di squali e di Balene”, ideata dal Marini in collaborazione con il Museo ‘La Specola’ del Sistema Museale di Ateneo di Firenze. Una installazione che ha messo in dialogo passato e presente per richiamare l’attenzione del pubblico sulle questioni ambientali e invitare tutti a una riflessione condivisa sul futuro.

Cauteruccio ha trasformato la cripta in uno spazio immersivo di grande suggestione grazie ad un videomapping totalizzante. Ed ha coinvolto anche i mostri marini dell’Ottocento, i due soggetti della mostra: lo squalo tigre di oltre tre metri e lo scheletro di un capodoglio di circa dieci metri, animali  che rimandano ad insuperabili opere di Damien Hirst e Gino De Dominicis.

Una osmosi sia con il contesto espositivo che con l’idea che sottende il progetto espositivo, ovvero la messa in relazione tra natura, arte e scienza e la sensibilizzazione dei visitatori sulle emergenze ambientali e sulle conseguenze che l’a azioni umana provoca sugli equilibri naturali.

Ispirandosi a Moby Dick, romanzo mondo composto da Melville in un periodo di febbrile creatività, Cauteruccio ha dato voce alla creatura bianca, il Leviatano inafferabile, sprofondando  nell’oceano insieme ad essa . Ha Inventato parole che Moby Dick non possiede e le ha  impastate con il canto delle balene. Ahab, il tragico capitano di shakespeariana memoria , non potrà mai fermarla .Brani del libro, testi originali di Anna Lufrano  e la mitica canzone di Lucio Dalla del finale “Ma come  fanno i Marinai “hanno  costituito il tessuto drammaturgico dell’assolo.

Una breve e delicata performance in cui il regista ed interprete ha voluto sottolineare come  la potenza della natura non possa essere oltraggiata dalla sfida umana che da sempre si ostina a voler  superare  il limite.

Durata video 22 minuti

 

Fame Vr                      on line il 20 novembre

di e con Giancarlo Cauteruccio

ideazione e regia Giancarlo Cauteruccio e Massimo Bevilacqua

riprese e montaggio Gold Productions /Omar Rashid e Sasan Bahadorinejad

audio e luci Diego Costanzo

Con il contributo di Regione Toscana nell’ambito di Toscanaincontemporanea2020 con il Centro Pecci di Prato

Si ringrazia Maria Cassi per la concessione del Teatro del Sale

 

Fame VR è un video ripreso a 360 in un luogo nato per mettere in relazione il teatro ed il cibo. .Attraverso questo esperimento lo spettatore ha la possibilità di vivere una particolare esperienza percettiva.

Il lavoro viene concepito nei giorni del primo lockdown quando Giancarlo Cauteruccio, come tutti, ha  cercato di sublimare e fuggire la paura della pandemia e lo straniamento dell’isolamento cucinando e mangiando.

Il cibo e la sua preparazione, da qui il desiderio di tornare al suo testo Mi fa fame, uno dei tre poemetti pubblicati in Panza, Crianza, Ricordanzatre pezzi dalla solitudine (Edizioni  della Meridiana 2008), alla base di un fortunato spettacolo teatrale.

La location scelta è il Teatro del Sale di Firenze con la sua sala, il palcoscenico e le cucine a vista. Solo,  nello spazio vuoto, Cauteruccio recita in palcoscenico nel suo idioma di origine , il calabrese , che, primo in Italia, fatto assurgere  a lingua teatrale. Egli racconta la malattia della fame.

Simultaneamente il suo corpo si muove nelle cucine , circondato da cuochi che appaiono come fantasmi; simultaneamente si accanisce sul cibo disposto su un tavolo  in una sala deserta  e lo divora allo stesso ritmo con il quale recita. La ripresa a 360 gradi consente  di  osservare  le tre condizioni di solitudine.

Ancora una prova questa per un artista eclettico, una nuova  strada tecnologica per produrre linguaggio ed una innovativa modalita’ di fruizione dell’arte scenica fuori dal luogo deputato da proporre al pubblico.

Lo spettatore  quindi può immergersi in una nuova condizione attraverso l’uso di visori come l’Oculus Go, HTC Vive e Oculus Rift,oppure  con ogni tipo di cardboard insieme ad uno Smartphone, altrimenti ruotando con il proprio corpo puo’ ricercare  le  tre azioni sceniche simultanee sul cellulare.

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