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Liquido sospetto inizia a fuoriuscire dalla Concordia Cronaca

Ancora non è sicuro se si tratti di carburante o di altro materiale ma, è notizia di poco fa, dalla nave stanno iniziando ad uscire liquidi. «Iniziano alcuni trafilamenti di materiale liquido, non sappiamo se carburante o altro», ha riferito il ministro dell’Ambiente. Attorno alla Concordia sarebbero comparse alcune chiazze ma, ha dichiarato Clini, per comprendere quale sia la natura di queste perdite saranno necessarie delle analisi. Intanto i tecnici sono giù al lavoro per circoscrivere la zona della nave dalla quale fuoriesce il materiale sospetto. Per facilitare le operazioni di soccorso ai dispersi ed evitare che il carburante della Concordia si riversi in mare, il Governo, ha annunciato il ministro dell’Ambiente, dichiarerà lo stato di emergenza nel Consiglio dei Ministri di giovedì 18 gennaio o, se necessario, anche prima. «Abbiamo preso atto della diffida che la Capitaneria di Porto ha già fatto nei confronti della società Costa per avere ad horas un programma per evitare l'inquinamento ambientale che potrebbe essere determinato dalla perdita di carburante e per la rimozione della nave dal porto».

Il nuovo intervento del presidente della Regione Toscana
«Come avevamo richiesto – ha commentato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi – il Governo dichiarerà lo stato d’emergenza e sarà scelto un commissario di nomina nazionale che dovrà presiedere, come figura unica plenipotenziaria, a tutte le operazioni, quale personalità di comprovata esperienza e competenza nella gestione di queste vicende che sono per loro natura complicate. Siamo riusciti a far diventare la tragedia dell’isola del Giglio e della nave da crociera che giace davanti al porto una questione nazionale, e non poteva essere altrimenti. Anche per questo ringrazio il ministro Clini per il buon lavoro svolto». «Avevamo richiesto – ha continuato il Governatore che, accompagnato dall’assessore regionale all’Ambiente, Anna Rita Bramerini, ha partecipato al vertice livornese con il ministro Clini – che ci fosse un approfondimento sulle regole di navigazione esistenti ed un loro miglioramento, se necessario. Su questo abbiamo chiesto che si costituiscano modelli di controllo attraverso l’utilizzo delle tecnologie più avanzate, perché in questo tratta di mare antistante la Toscana si seguano le “autostrade del mare” e non ci si avvicini avventatamente alle isole o comunque in altre zone sensibili. Perchè si evitino anche in futuro svasamenti o perdite che, anche se si verificassero, dovranno essere subito segnalate per permettere interventi rapidi. Il sistema di controllo è fondamentale affinché le regole abbiamo efficacia e venga penalizzato chi non le rispetta». «La situazione – ha concluso – è molto difficile, drammatica a cominciare dal fatto che ci sono ancora persone disperse che non sappiamo se siano ancora nella nave. Poi ci sono problemi di carattere ambientale che si stanno profilando, come sversamenti, per quanto limitati, e spostamenti della nave. Credo che ci sia ancora molto da fare, ma che il lavoro sia stato impostato in maniera corretta. La Costa dovrà presentare entro 48 ore un progetto per lo svuotamento dei serbatoi e entro 10 giorni il piano per la rimozione della scafo».

Dopo l'interruzione riprendono le operazioni di ricerca dei dispersi
Alle 11:58 di oggi, 16 gennaio, l’unità di crisi presieduta dal prefetto di Grosseto, Giuseppe Linardi, ha comunicato che le operazioni di perlustrazione della Costa Concordia erano state sospese. Alle 11:38 i sommozzatori immersi fra quello che resta della nave da sogno partita per la crociera “Profumo degli agrumi” avevano avvertito dei rumori sinistri e gli strumenti di misurazione impiegati dalla protezione civile avevano segnalato un innalzamento ed abbassamento dello scafo di circa 9 centimetri in verticale ed uno slittamento di circa 1,5 centimetri in orizzontale. A far temere era il mare. Un mare che si agitava sempre di più. La nave poggia ormai completamente sul fianco sinistro e posa su un tratto di fondale profondo circa 30 metri per il 40%, mentre per il restante 60% della sua mole è in bilico sopra un fondale profondo oltre il doppio. Se scivolasse a 70 metri di profondità, la Concordia sarebbe completamente sommersa dalle acque e diverrebbe molto difficile smuoverla dal fondale. Ritrovare, vivi o morti, i 16 dispersi è e sarà sempre più difficile. Ogni ora che passa aumenta le probabilità che la Concordia sprofondi verso l’abisso e che, se ancora ve n’è qualcuna, si spenga ogni possibilità di ritrovare le 16 persone che ancora mancano all’appello. «I sommozzatori sono dentro affrontando un grave pericolo perché, se la nave dovesse spostarsi, il rischio per chi sta lavorando all'interno è altissimo», aveva dichiarato poco prima del comunicato dell’unità di crisi il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini. Le ricerche, aveva sapere sempre l’unità di crisi, riprenderanno non appena le condizioni del mare renderanno possibile ai sub scendere nuovamente in mare senza rischiare che la nave li travolga scivolando verso il fondale. E da poco le ricerche sono riprese. Riprese fino alla notte, quando verranno di nuovo interrotte per evitare qualsiasi pericolo per i soccorritori. Il consorzio Lamma (Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale), organismo costituito nel 2007 da Regione Toscana e Cnr, ha attivato oggi, 16 gennaio, un bollettino meteo-marino dedicato alla situazione meteorologica nel tratto di mare dell’isola del Giglio. Per domani si attende ancora mare mosso con onde fino ad un metro di altezza, mentre mercoledì 18 gennaio il moto ondoso sarà in attenuazione e per giovedì 19 gennaio è atteso un mare molto mosso.

Attivato Poseidon per scongiurare il rischio ambientale
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, è intervenuto nella mattinata di oggi, 16 gennaio, alla trasmissione Start di Radio 1 per discutere della situazione della nave naufragata di fronte all’isola del Giglio. «Al momento – ha dichiarato il Governatore – non risultano sversamenti in mare», ma c’è preoccupazione per le 2.500 tonnellate di carburante diesel contenute nei serbatoi della Concordia. Alle dichiarazioni di Rossi hanno fatto eco quelle del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini: «Al momento non ci sono perdite di carburante, ma bisogna intervenire subito per scongiurare un disastro ambientale e noi stiamo vigilando con attenzione tutte le operazioni programmate ed avviate dalla società specializzata reclutata dalla compagnia su diffida della Capitaneria di porto che ha chiesto di intervenire». «Il rischio ambientale per l’isola del Giglio – ha continuato Clini – è altissimo. L’obiettivo è di evitare che il carburante esca dalla nave: stiamo lavorando su questo. L’intervento è urgente. Abbiamo fretta». Se le condizioni meteorologiche cambiassero ed il mare si ingrossasse ancora, ha spiegato il ministro, la tenuta dello scafo sarebbe a rischio. L’area interessata dal rischio ambientale, ha chiarito ancora Clini, dipende dalle correnti. Di certo, l’isola del Giglio sarebbe disastrata dalla fuoriuscita di carburante dai serbatoi della Costa Concordia, ma anche l’isola d’Elba e l’intero Arcipelago toscano subirebbero danni ingentissimi, che potrebbero arrivare a compromettere addirittura la costa. L’Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) ha intanto messo in moto il battello oceanografico Poseidon per presidiare l’area in cui è naufragata la nave da crociera. Poseidon è partita dal porto di Livorno, dove solitamente è ormeggiata, e sta navigando alla volta dell’isola del Giglio, dove effettuerà rilevamenti e campionature che saranno valutati da Arpat ed Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per capire la compromissione dell’ambiente marino colpito dal naufragio della Concordia.

Il piano per la rimozione del relitto
La Capitaneria di porto, ha spiegato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha emesso un’ordinanza con la quale intima a Costa Crociere di rimuovere il relitto della Concordia entro 10 giorni. Secondo quanto concordato con il ministro dell’Ambiente, ha detto il Governatore toscano intervenendo a Radio 1, dapprima si procederà allo svuotamento dei serbatoi della nave con una grande piattaforma in grado di aspirare il carburante. Si tratta di un’operazione che Rossi ha definito «delicata, ma fattibile» e per la quale Costa Crociere dovrà ricorrere ad esperti di livello internazionale. «Successivamente – ha proseguito il Governatore – dovrà essere data attuazione all’ordinanza della Capitaneria di porto per la rimozione. Nell’ordinanza si parla di 10 giorni. Credo che l’operazione sarà molto più complessa, studiata da ingegneri esperti,  ma per noi è un obiettivo altrettanto importante. Il comandante del traghetto che ieri mi ha portato al Giglio mi ha detto che in caso di maltempo, con forti venti e onde, anche l’ingresso dei traghetti in porto sarebbe molto difficile». Al ministro dell’Ambiente, però, il presidente della Regione chiede anche di verificare la situazione dei mari toscani. In meno di un mese, ha ricordato Rossi, nei mari dell’Arcipelago toscano si sono verificati due episodi drammatici: la dispersione dei 198 fusti contenenti materiali tossici caduti nel corso di una mareggiata dall’eurocargo Venezia della Grimaldi Lines ed il drammatico naufragio della Costa Concordia. «Chiedo che si rivedano le regole. Se mi si dice che le regole ci sono – ha detto Rossi – allora chiedo che siano revisionate e adattate alla situazione particolarmente delicata dal punto di vista ambientale del nostro Arcipelago. E soprattutto che sulle rotte di navi così imponenti ci siano i necessari controlli, sicuramente possibili dal punto di vista tecnico, con i satelliti, e che ci siano le punizioni per chi non rispetta le regole. In questo mi sembra che ci sia molta sintonia con il ministro dell’Ambiente». E che Corrado Clini sia d’accordo, su questo, con il presidente della Regione Toscana lo dimostra una sua dichiarazione rilasciata ancora alla trasmissione Start di Radio 1: «Sulle rotte delle navi vicine alla costa – ha detto il ministro – è necessario fare una valutazione economica in quanto il turismo è una fonte economica fondamentale del nostro Paese, ma non si può mettere a rischio la sicurezza. Quindi le bellezze dell'Italia potranno essere viste da navi che rimangono a largo e poi i turisti verranno portati sui luoghi del nostro patrimoni turistico». «Occorrono – ha rincarato la dose Enrico Rossi – regole nuove e controlli. In pochi giorni abbiamo assistito al naufragio di un gigante del mare che si è avvicinato troppo a riva, a una nave che disperde materiali pericolosi. Così non si può e non si deve andare avanti. Noi siamo per implementare la navigazione e le cosiddette “autostrade del mare”, ma questo può e deve essere fatto in piena sicurezza per i naviganti, per i cittadini e per l’ambiente».

Il fatale “inchino” all’isola del Giglio
«L’azienda – ha dichiarato oggi, 16 gennaio, il presidente della Costa Crociere, Pier Luigi Foschi – starà vicino al suo comandante, gli metterà a disposizione assistenza legale, ma ha anche il dovere di riconoscere i fatti e di tutelare gli oltre 24.000 dipendenti dell’azienda. Non possiamo negare purtroppo un errore umano in questo tragico incidente, anche le procedure adottate a seguito dell'urto con lo scoglio non hanno rispettato totalmente le rigide disposizioni che abbiamo dato». In merito al fatto, ormai pacificamente accertato da praticamente tutte le ricostruzioni della vicenda, che la Concordia si trovava a soli 150 metri dall’isola del Giglio, Foschi rimarca che Costa Crociere non intende prendere le distanze dal comandante Francesco Schettino, ma solo rimarcare che si è trattata di una sua iniziativa «presa di sua volontà e contraria alle nostre regole di comportamento scritte e certificate». I pubblici ministeri grossetani incaricati dell’inchiesta sul disastro della Concordia hanno sentito oggi anche l’ex ammiraglio Mario Palombo, tirato in ballo nella vicenda a causa della mail del sindaco dell’isola del Giglio nella quale si ringraziava il capitano di una nave di Costa Crociere per essersi “inchinato” all’isola dell’Arcipelago toscano. Lo stesso Sergio Ortelli, primo cittadino gigliese, aveva dichiarato alla stampa che è abitudine delle navi da crociera avvicinarsi alla costa dell’isola per porgere un saluto ai suoi abitanti. Come emerge anche dal contenuto della scatola nera della nave, che in queste ore inizia a raccontare quel maledetto 13 gennaio, la Concordia navigava troppo sottocosta, in un punto di mare dove non avrebbe mai dovuto essere.

Il bilancio aggiornato dei dispersi
L’ultimo bilancio dei dispersi parla di 16 persone che mancano ancora all’appello: 10 croceristi e 6 membri dell’equipaggio. Dopo il ritrovamento di nuovo cadavere, non ancora identificato, in una zona non allagata del secondo ponte, le ricerche sono riprese e si cercano due coppie francesi, due cittadini statunitensi. I sommozzatori sono alla ricerca anche del trentaseienne William Arlotti e della figlia di 5 anni, la cui sparizione è stata denunciata dalla moglie, che invece è riuscita a mettersi in salvo con una scialuppa sulle spiagge del Giglio. È meno chiara, invece, la questione della sparizione di Maria Grazia Trecarico (50 anni) e Luisa Virzì (49 anni), due donne siciliane che erano state censite dai soccorritori ma dalle quali le famiglie non hanno ricevuto notizie. Dispersa anche una giovane sposa trentenne di Cavaglia (Biella), Maria D’Introno. Quanto ai membri dell’equipaggio, invece, Costa Crociere non ne ha comunicato ancora i nominativi. Sono purtroppo tristemente noti, infine, i nomi di cinque delle 6 vittime del naufragio, mentre il sesto cadavere non ha ancora un nome. Giovanni Masia, ottantaseienne di Portoscuso, era in vacanza con la moglie di 83 anni, il figlio Claudio, la nuora ed i due nipoti di 8 e 13 anni. È stato identificato da una targhetta che portava al collo. Viaggiava assieme alla moglie, che per fortuna si è salvata, anche la seconda vittima, il sessantottenne Guillermo Gual di Maiorca (Spagna). Le altre vittime sono Francis Serve, settantunenne di Ramonville Saint-Agne, cittadina vicina a Tolosa (Francia), Jean-Pierre Micheaud ed il cinquantenne addetto alle pulizie peruviano Thomas Alberto Costiglia.

Notizia collegata: http://www.stamptoscana.it/articolo/toscana/naufragio-concordia-sale-a-6-il-numero-delle-vittime-responsabilita-comanda

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Foto: www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it

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