energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

E dopo il tunnel un altro tunnel? Bankitalia vede nero Economia

La spesa per investimenti da parte delle aziende è ai minimi storici. Il credito bancario alle imprese ha accentuato il calo, quello alle famiglie si è completamente arrestato. Il quadro congiunturale della Toscana nei primi sei mesi del 2012 subisce un vero e proprio tracollo secondo i dati di Bankitalia dedicati alle singole economie regionali. In realtà, fra le righe, si va modificando il modello bancario cui siamo stati abituati per decenni. In queste banche idrovore si va per depositare denaro, irrigidirlo, immobilizzarlo per mesi in conti di deposito che rendono e danno sicurezza. Quasi mai si esce con risorse da reimpiegare nell’economia reale, grande malato di questa crisi ormai avvitata su se stessa.

Due sole note positive secondo la nota di Bankitalia: in Toscana reggono e funzionano gli ammortizzatori sociali, che finora hanno contribuito a congelare il numero degli occupati. E poi l’export cresce (almeno nominalmente) più che nel resto del paese, con il contributo decisivo della lavorazione dei metalli preziosi (oro e lingotti verso la Svizzera!), che balzano addirittura del 40,4% rispetto alla prima metà del 2011. Rallenta vistosamente l’export della moda (+5,9% contro il 19% del primo semestre 2011). Cresce invece quello della meccanica allargata (+7,9%). Solo spiragli però, che da soli non possono fare da volano all’intero sistema regionale. E infatti Bankitalia non può far altro che registrare con la freddezza delle cifre un vero e proprio avvitamento dell’economia reale.
I finanziamenti alle imprese flettono del 5,4% nel primo semestre. Quelli alle famiglie si sono ridotti a zero, soprattutto nella componente destinata all’acquisto di abitazioni. In entrambi i casi, poi, i prestiti sono diventati più cari. A sorpresa, però, la raccolta bancaria effettuata presso la clientela retail (famiglie e imprese) ha registrato una crescita dell’1,6%. E sono aumentati anche di più i depositi bancari delle famiglie, quelli ad alto rendimento, sui depositi con durata prestabilita e il sottostante di obbligazioni del gruppo bancario in questione.

Il denaro dunque non circola, si immobilizzano i flussi verso l’economia reale e il comparto sempre più sofferente è quello industriale.
“Il peggioramento dell’attività industriale regionale si è accentuato nella prima metà del 2012, soprattutto per la debolezza della domanda interna”. In cifre la produzione industriale nel primo semestre 2012 ha perso il 4,5%. Il numero delle imprese attive ha continuato a contrarsi: 1421 in meno nell’arco di un anno. Il loro indice di natalità è nettamente sotto zero (-0,9%). In questo momento in realtà arrivano pochi ordini alle imprese toscane. Gli ordinativi totali nella prima parte dell’anno hanno perso il 5,4%, perché alla marcata contrazione della domanda interna (-6,7%) si è aggiunta quella degli ordinativi esteri (-1,8%). Il grado di utilizzo degli impianti è stabile e pressoché analogo a quello del 2011, gli investimenti si riducono al minimo, e i programmi di spesa per il 2013 non indicano alcuna ripresa in vista.
 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »