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E’ morto Sergio Caruso, studioso di Filosofia politica Cultura

Firenze – E’ morto Sergio Caruso, già professore ordinario di Filosofia politica presso il dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Firenze, nonché psicologo-psicoterapeuta e psicoanalista.

Aveva 75 anni. Lascia la moglie Titta Meucci, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Firenze, il figlio Daniele con la nuora Anna e i due nipoti, Vidar e Teodor. La malattia della quale da tempo soffriva non gli ha lasciato scampo.

Ai nipoti italo-svedesi ha dedicato una lettera pubblicata sul suo sito internet che è un lungo racconto della sua vita nel contesto del grande succedersi dei fatti più importanti della storia d’Italia, perché conoscano e comprendano il senso dell’esistenza e dell’impegno culturale familiare del loro nonno: “Se ora siete abbastanza grandi da leggere e capire quanto ho
scritto vuol dire che io sono ormai non vecchio, come già nella foto, ma vecchissimo o, più
probabilmente, morto. Avrò fatto in tempo a trasmettervi un buon ricordo? Chissà, speriamo” , scrive nella lettera nella quale il racconto parte dalla sua data di nascita il 14 maggio 1946.

Intellettuale impegnato da sempre in tante iniziative fiorentine, Sergio Caruso ha scritto numerosi  saggi nell’ambito dei suoi studi di scienze politiche e sociali. Dal punto di vista dell’altra sua attività, la psicanalisi, Caruso faceva parte di una rete internazionale di psicanalisti con i quali scambiava esperienze e scritti.

Molto attivo nel promuovere il dialogo fra le religioni e contribuire alla diffusione di una cultura della pace, Caruso ha fatto parte del Forum per i problemi della pace e delle guerra di Firenze e dell’associazione di Amicizia ebraico-cristiana, partecipando con scritti e interventi pubblici al lavoro di sensibilizzazione dei cittadini su questi temi. Era membro del comitato direttivo dell’Istituto Gramsci toscano e del comitato dei garanti della Fondazione Basso.

Tra le sue opere più importanti “Per una nuova filosofia della cittadinanza”, “La galassia ideologica”, “Intellettuali e mondi possibili”.

 

Addolorati il direttore e tutta la redazione di StampToscana sono vicini a Titta Meucci, al figlio Daniele e a tutta la sua famiglia. 

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