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E se anche i calcianti si dichiarassero gay? Calcio, Opinion leader

A difesa dei gay è sceso in campo anche il mondo della politica, sia la sinistra, attraverso il Governatore Nichi Vendola, gay dichiarato, che a Cassano, suo compaesano, ricorda “che essere gay non è né sconveniente né inopportuno”, sia la destra, che con Ignazio La Russa, coordinatore nazionale del Pdl dice “Paone ha creato con le sue parole assai più discriminazione di quella che alcune associazioni gay vorrebbero attribuire alle parole di Cassano. Non è invasione della intimità e scelta sessuale di ognuno? Sono certo che molti gay la pensano come me”.  A proposito del mondo della politica l’Onorevole Paola Concia, omosessuale dichiarata, indica i Cassano di turno in Parlamento: “Scilipoti, Giovanardi, Cimadoro, ce n'è una quantità industriale”.

Davanti a questo argomento, sbandierato in tv nei tg di prima serata – che sicuramente ha “sbalordito” qualche italiano –  a  quattro giorni dalla prima partita del torneo 2012 del Calcio Storico Fiorentino, mi sono chiesto: “Chissà cosa direbbero i fiorentini se scoprissero che tra i rudi maschi del Calcio Storico ci fosse qualche gay”. Attenzione, nessuna discriminazione, ci mancherebbe altro. Tuttavia chissà se qualcuno ha mai pensato, in tanti secoli che questo antico gioco di palla, dove la virile competizione prevale, che viene disputato nella nostra città, che tra i rudi maschi dai possenti muscoli, arrotolati nella sabbia, tra lotte serrate e continui corpo a corpo, soprattutto quando la palla è da un'altra parte, ci sia, o ci sia stato, qualche omosessuale. Ragazzoni che praticano sport duri, maschi, dei veri e propri “armadi”, dai bicipiti possenti, super tatuati.

Sicuramente no. Tutti pronti, i fiorentini, a mettere la mano sul fuoco. Eppure anche per il Calcio Storico questo “tabù” è destinato a decadere definitivamente, in quanto, qualche decennio fa, in ben due squadre, ha giocato un calciante gay dichiarato. Non sappiamo se Stamp Toscana è il primo a parlarne, ma non ci risulta di avere, almeno fino ad oggi, mai letto qualcosa su l’argomento. Era – riferito a quando giocava, in quanto è tutt’ora vivo – un calciante duro, forte, un attaccante, ruolo in cui giocava, di tutto rispetto.  Eppure nessuno dei suoi compagni di squadra ha mai fatto problemi a farsi la doccia insieme a lui, o a giocare una partita con lui in campo.

Certo, all’epoca erano altri tempi. Tutti potevano sapere, o supporre, ma l’argomento non doveva essere mai “sfiorato”, tantomeno in campo. Chissà che colpo di non poco conto – e bell’esempio di umanità e civiltà – sarebbe se sabato, i calcianti dei quattro colori, scendendo in campo, all’unisono, in solidarietà con i calciatori della nazionale, che invece Cecchi Paone vorrebbe messi in qualche modo alla “berlina”, si “dichiarassero” gay per solidarietà, come avveniva in una pubblicità di tanto tempo fa, passata alla storia, su di chi era un profilattico trovato in classe da un professore scandalizzato. Un immagine che farebbe sicuramente il giro del mondo.

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