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E se la Fiorentina fosse davvero la migliore di tutte? Opinion leader

Firenze – Quando non vincono le solite note il campionato diventa “di transizione”. L’Inter è tutta nuova, dovrà trovare un equilibrio e farsi un’esperienza; la Juve non sarebbe tutta nuova, ma lo è di fatto per gli infortuni in ruoli chiave (che ovviamente contano per lei, ma non contavano, per esempio, quando la Fiorentina era costretta a raffazzonare una squadra senza i quattro attaccanti titolari); Napoli e Roma, al di là che sono piazze endemicamente difficili, aspettano anche loro di assimilare il nuovo (il Napoli) e di recuperare i tanti acciaccati (la Roma).

Ed è vero, perché un dato oggettivo è che le prime tre in classifica di oggi sono squadre che per ora hanno avuto a disposizione tutti gli effettivi, con tanto di possibilità di scelta e di turn over, e non hanno sofferto defezioni stravolgenti. Ma è tutto qui? Basta questo a spiegare l’inizio di un campionato “anomalo”? Torno a chiedere: perché la Juve e la Roma sono ridimensionate dalle assenze, mentre la Fiorentina degli altri anni che è stata la squadra, dati alla mano, che ne ha sofferte di più, era semplicemente una squadra inferiore? Eppure alla fine, nonostante tutto, arrivava lì, a un passo dalle grandi! Per tre anni di fila!

A me piace l’idea che della Fiorentina se ne parli come di una capolista per caso; mi piace che ieri notte, nei vari “club” televisivi, si dicesse degli errori dell’Inter come se avesse perso una partita alla playstation (per la difesa a tre, per Perisic fuori ruolo come ala tornante a destra, per la “follia” di Miranda, per i pasticci di Handanovic) e non per i meriti di un’ottima Fiorentina, che venivano riconosciuti genericamente en passent, e che non sarebbero stati così evidenti se “gli episodi” non avessero fatto prendere quella piega alla partita.

Ebbene, io provo invece a dare una spiegazione più semplice del primato della Fiorentina, e provo a darla a partire da un’ipotesi “scandalosa”: e se la Fiorentina fosse davvero migliore delle altre? Quella che ho visto in campo ieri sera è stata una grande squadra, matura, consapevole dei suoi mezzi e dei suoi limiti, che mandava a memoria un copione scritto in tre anni di duro lavoro (alla faccia della “rivoluzione” di Sousa!), con giocatori dotati di un possesso palla eccezionale che sapevano sempre cosa fare, con reparti sempre vicini e complementari, con giocatori che non si sono distratti mai (con la sola eccezione di Tata, speriamo dovuta a un’epidemia passeggera che ha colto i portieri!) e finalmente con un vero centravanti.

Quello che penso da ieri notte, ma che pensavo anche dalle piccole grandi imprese di precampionato quando la Viola batteva il Barça e il Chelsea, è che la Fiorentina non stia ricominciando un nuovo ciclo, ma che ne stia bellamente completando uno da sogno, con giocatori educati a stare sempre sul pezzo, valorizzati nelle loro prerogative migliori, e ora con un tecnico intelligente che si diverte a annunciare le grandi novità e che invece dimostra di aver studiato in modo ineccepibile schemi e interpretazioni di schemi che Montella aveva mandato a memoria.

E finalmente con un centravanti! Lo so che è impossibile riavvolgere il nastro della storia, ma immaginatevi una Fiorentina, l’anno scorso, con Kalinic là davanti, o anche con un Baba integro e sempre pronto, per non dire con un Pepito recuperato. Ma quella, non sarebbe stata una squadra da scudetto? Vi ricordo soltanto che se avesse segnato i rigori che ha sbagliato sarebbe stata già così al pari della Roma. E perché quest’anno, praticamente con gli stessi giocatori e con i pochi nuovi che sono la fotocopia dei vecchi (Astori di Basanta, Kuba di Joaquin…), dovrebbe essere (come avevo pensato anch’io, lo ammetto, sovrastimando la defezione di Montella) una squadra da settimo, ottavo posto? E se invece la sorte finalmente avesse cambiato corso, e la Fiorentina che l’anno scorso doveva tirare in porta venti volte per prendere tre pali e strappare uno zero a zero, quest’anno vincesse con un gollonzo difeso alla grande? E se un centravanti pagato cinque milioni (è questo che non va giù ai grandi commentatori di stampa e tv) valesse più di uno pagato trenta?

È un’ipotesi e sicuramente un’estrapolazione azzardata. Ma non possiamo far finta di non aver visto e di non credere che le cose possono ancora migliorare; con Kuba in forma, con Pepito che non fa da comparsa, con Suarez che dimostra di non essere soltanto il “resto” in natura per la cessione di Savic, con i rinforzi annunciati per gennaio, e forse con Verdù che ripete il miracolo della resurrezione di Joaquin. E intanto andiamo in Europa a allenare le seconde linee. L’errore degli altri anni di correre su tre binari, con questa rosa ridotta, non lo ripeterei. Basta e avanza lottare fino in fondo per un posto Champions. E chissà…!?

 

Foto: sport.sky.it

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