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E se la Fiorentina militasse in un altro campionato? Calcio, Opinion leader

Mi rivolgo a voi, perché colgo nel football un elemento ludico e sociale necessario all’Uomo.  La vita è dura, difficile. Nello sport e nel calcio, la domenica cerchiamo qualcosa di particolare dove stemperare le nostre angosce, solo per la necessità di gioire, molto spesso per illudere le proprie miserie.  Per motivi primari di civiltà, mi rivolgo a voi. Non è la prima volta che Firenze deve subire comportamenti antisportivi, lo sapete bene. Lo avete vissuto sulla vostra pelle. In pratica è una storia infinita: un ragazzino prepotente porta via il pallone dal cortile perché perde e tutti gli altri restano delusi senza il pallone per giocare.

Mi ricordo che quando capitava a me, non attendevo: correvo a casa per prendere il mio, o ci s’interrogava dove trovane un altro sia pur bistondo per continuare il gioco. Bene, ora fate finta che quel pallone è la federazione italiana e chi comandata il gruppo, un maleducato, fazioso e prepotente, di quelli dal viso torvo, evidentemente minus habens. Egli, siccome perde, porta via il pallone se non gli danno un rigore, o gli concedono il gol, in più, che non esiste. Secondo me voi dovreste fare come ho fatto io da bambino: prendere e cercare un pallone nuovo per ridare fiducia e gioia agli amici che vogliono giocare rispettando le buone regole. Il pallone nuovo, in questo caso, è quello di chiedere ad un’altra federazione europea di essere accolti nel proprio campionato, magari quello inglese, lasciando l’Italia, fino a quando si giocherà così. Io, lo penso da tanti anni e se non volete perdere il vostro patrimonio calcistico di giocatori e tifosi, dovreste prendere in considerazione il suggerimento.

Mi pare che qualcosa di simile avvenga nel rugby. Il Benetton milita nella lega inglese e non in quell’italiana, sia pur per altri motivi. I vantaggi sarebbero immensi e credibili finalmente!  Non ho più voglia e penso anche molta gente di buon senso, continuare a vedere scene come quelle di quest’anno, palesi e sconcertanti.  Vi suggerisco di pensarci seriamente, perché in Italia non è piacevole essere lo zimbello di sciocchi. Io, la Fiorentina non la guarderò più, non voglio essere umiliato così e dover rapportarmi miseramente per questo. Io mi chiedo, con quale stato d’animo, o se preferite impegno, accettate di competere nel circo del calcio, dove vige prepotenza, disprezzo delle regole, e scarso senso di sportività? 

L’Italia perde ogni giorno consensi nel mondo. Il gioco del calcio è una vetrina. L’immagine di una città, di una nazione che, con la competizione ludica sportiva sdrammatizza le difficoltà quotidiane. Chi guarda da fuori il nostro football, ha un’idea precisa e negativa fino al disprezzo del nostro Paese. Non riesco più ad accettare domeniche come quella trascorsa dove vince l’arroganza e l’istigazione alla violenza, e mai la qualità, la virtù, o il buon gusto. Non è accettabile trovarsi eccitati ed offesi col mio prossimo, per evidenti comportamenti scorretti dei dirigenti, in questo caso del Milan, e degli arbitri a turbare la mia giornata di riposo. Con quale sentimento posso riconoscere il merito dell’avversario, stringere la mano all’amico di un’altra squadra? Vorrei soprattutto capire perché dovrei competere sapendo che è già scritto che perderò? Sono curioso di sapere la vostra opinione. La Fiorentina, quest’anno ha divertito, ma è una magra consolazione.

Per il prossimo campionato, che cosa accadrà? Non basta mediare, essere gentlemen, usciamo signori, voi che avete inventato nel calcio il fair play e che a me pare tanto meraviglioso.  Usciamo da questa miseria, siamo coraggiosi e forti, poiché abbiamo mille ragioni e lasciamo l’Italia. Qualsiasi campionato va bene. Gioverebbe alla Fiorentina e a Firenze, ma non solo.

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