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E voilà, la Florence Opera House è qua! Cultura

Un fremito d’orgoglio risuonava  nelle parole, serissime, del sindaco Renzi, della soprintendente Colombo, degli architetti Paolo Desideri e Filippo Raimondo, e delle autorità intervenute alla presentazione delle gigantesche strutture – esterne – del nuovissimo teatro dell’Opera della città di Firenze. La soddisfazione accendeva sorrisi sui volti delle maestranze, alle quali principalmente si deve questo miracolo di esecuzione, messo a punto grazie alla buona volontà del Comune, della Regione e della Presidenza del Consiglio, in soli due anni, tra il 2009 e il 2011. Ammettiamolo: l’emozione di stare seduti in una cavea all’aperto per 2000 persone, che sale a sovrastare la Leopolda, e ci porta incontro al Duomo e a Palazzo Vecchio, traversando la città d’un solo colpo d’occhio, è simile a una scossa. Sotto la cavea in marmo, concepita per eventi culturali vari, ma anche spazio libero, c’è la sala per la lirica (1800 posti), di fianco l’auditorium (1000 posti), coperto da un giardino di pietra, ancora i marmi cipollini delle cave storiche, che ospiterà fontane e giochi d’acqua; infine nel mezzo la torre scenica, che definire imponente, è niente, dove dovrà essere il motore essenziale agli spettacoli, ma anche – come ci spiega Raimondo – tutti i servizi, inclusi quelli per il pubblico. Volumi imponenti, racchiusi in quella che sta per diventare la piazza più grande di Firenze. Il programma inaugurale si svolgerà dal 21 al 31 dicembre. Zubin Mehta dirige il 21 l’Orchestra del Maggio, con musiche di Beethoven ma anche di Sylvano Bussotti, cui sono state commissionate appositamente; a seguire Stefano Bollani; un colloquio-convegno con lo staff al completo dei progettisti; Claudio Abbado; Andras Schiff; Radu Lupu con la direzione di Fabio Luisi; il MaggioDanza in concerto, e il 31, gran concerto di fine anno e una festa, di nuovo con Mehta. Mehta proverà da solo (non vuole proprio nessuno, ha detto) l’acustica  l’11 dicembre. Si sarà notato che manca la lirica. Non vogliamo guastare la bella festa, però mancano per ora i 42 milioni promessi dal precedente governo per completare i lavori alla grande macchina scenica. Renzi e gli altri responsabili,  ritengono che il Teatro dell’Opera di Firenze sia una realtà europea talmente eccezionale, che Mario Monti non potrà non farlo funzionare in pieno. Tanti auguri Firenze Opera House!

foto Studio ABDR da www.flickr.com

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