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Easy Green: forse la soluzione entro la fine della settimana Società

Il gruppo di Rifondazione Comunista in Consiglio provinciale di Firenze ha chiesto, mediante una domanda di attualità presentata dai consiglieri provinciali Andrea Calò e Lorenzo Verdi, il punto sulla situazione della Easy Green. Alla domanda dei consiglieri di Rifondazione Comunista ha risposto l’assessore al Lavoro della Provincia di Firenze, Elisa Simoni. Con decreto del Tribunale di Firenze, il 2 maggio del 2011 la Isi (Società Italia Solare Industrie) venne ammessa al concordato preventivo e 370 lavoratori finirono in cassa integrazione straordinaria. Per sostituire la Isi venne quindi creata la Easy Green, una nuova società composta da 3 soggetti industriali e nel cui capitale sociale intervenne anche Fidi Toscana. Il 22 luglio del 2011, a causa del forte passivo lasciato in eredità dalla Isi, la società venne messa in vendita senza incanto ed alla scadenza del 10 ottobre solo Easy Green presentò un’offerta, pari a 12,6 milioni di euro e nella quale era prevista anche la riassunzione, nel tempo, di tutti i lavoratori della ex Isi. In seguito, ha spiegato l’assessore Simoni, ad Easy Green si sono affiancate En.Eco e Solar Light Energy, così che è nato il progetto “Km-Verde”, con il quale si dovrebbe dare un lavoro, almeno inizialmente, a circa 260 operai. Easy Green si è anche attivata per innalzare il suo capitale sociale e cercare finanziamenti da parte delle banche per mettere in atto l’operazione “Km-Verde”. Secondo quanto comunicato il 7 febbraio alla Provincia di Firenze, Easy Green avrebbe preso contatti con 10 banche ed avrebbe ricevuto pareri positivi per i finanziamenti, ma sarebbe i attesa della delibera formale di due istituti di credito. Se già entro la fine di questa settimana fosse possibile chiudere i contratti di finanziamento, Easy Green potrebbe procedere da subito a ripristinare la produzione precedentemente interrotta e dare il via all’operazione “Km-Verde” anche per mezzo dell’adesione di ulteriori società interessate al progetto. En-Eco, ha spiegato l’assessore Simoni, vorrebbe localizzare la produzione in un altro sito della Provincia di Firenze rispetto a quello della ex Isi, ma mantenere comunque gli impegni presi in termini di occupazione. «La novità – ha dichiarato il consigliere Calò – sta nel fatto che l'assessore conferma il processo portato avanti dalle banche. Rimaniamo in attesa di ulteriori sviluppi e che a, piano industriale invariato, ci arrivi la notizia che le attività finalmente ripartono».

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