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Ebola, donna morta in Austria dopo viaggio in Nigeria Cronaca

Bolzano – Una donna britannica, che era rientrata da un viaggio in Nigeria, è stata trovata morta nel suo appartamento in Tirolo. Sulla salma si sta effettuando il test del virus Ebola. Intanto l’azienda sanitaria austriaca tranquillizza dicendo che il rischio che la morte sia causata da Ebola è minimo. Il presidente di Medici Senza Frontiere, Joanne Liu, ha rivolto un appello ai governi: “Tutti i governi devono agire ora, se vogliamo contenere l’epidemia. Il virus si diffonde più velocemnte di quanto previsto”.

Allarme in Austria per un possibile caso di morte causata dal vorus Ebola. La cittadina britannica di 48 anni, il 12 agosto era rientrata a Vomp (Austria), dopo un viaggio in Nigeria, uno degli stati africani colpiti dall’epidemia di Ebola. La donna è stata trovata morta nel suo appartamento. L‘azienda sanitaria del land austriaco del Tirolo comunque tranquillizza. Il rischio – si legge in una nota – che la donna sia morta a causa del virus “è minimo” e gli
accertamenti avrebbero solo una funzione precauzionale. geographic-ebolaCome nelle parole del ministro Lorenzin nei giorni scorsi: “rischio minimo” di contagio in Italia, che purtroppo non significa assente o nullo. Intanto l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha denunciato come l’epidemia, scoppiata a marzo in Africa occidentale, dichiarata emergenza sanitaria globale dalla stessa Oms, che ha già mietuto oltre 1.100 vittime, sia sottovalutata.  Secondo l’ultimo bollettino dell’Oms della sanità, del 15 agosto, l’epidemia di Ebola in Africa occidentale ha raggiunto i 2.127 casi con 1.145 decessi. Per la Liberia il bilancio èdi 786 casi e 413 morti, mentre in Sierra Leone i casi sono stati 810 con 348 morti.

Contagio si muove in anticipo rispetto a possibile risposta.
Il presidente di Medici senza frontiere (Msf, foto in alto) Joanne Liu, parlando a Ginevra dopo la sua visita nella zona del contagio, spiegando che che il virus è veloce, si sta propagando in modo più veloce di quanto previsto e che occorreranno almeno 6 mesi perchè l’edidemia possa essere messa sotto controllo, ha rivolto un appello ai governi: “Tutti i governi devono agire ora, se vogliamo contenere l’epidemia”.
Liu ha precisato che ”la situazione sta peggiorando più velocemente del previsto e il virus si muove più in fretta rispetto alla risposta che possiamo dare”. “Anche se l’epicentro iniziale dell’epidemia è stato in Guinea e il suo ritmo lì’ è rallentato, ora il focolaio principale è in altri paesi, in particolare in Liberia – ha sottolineato – .”Se non riusciamo a stabilizzare la Liberia. Non riusciremo mai a stabilizzare l’intera regione. In termini di tempo, non si tratta di settimane, ma di mesi. Abbiamo bisogno di un impegno di mesi, almeno sei, direi. E si tratta di una previsione molto ottimistica”.

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