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Strage nazista “La Romagna”, Nardini: “Ricordare dovere civile e morale” Breaking news, Cronaca

Pisa – Si è svolta oggi la commemorazione del 77° anniversario dell’eccidio avvenuto in località  La Romagna a “Le Focette”, sui monti di Pugnano-Molina di Quosa (San Giuliano Terme, Pisa), crimine contro l’umanità delle truppe naziste in fuga rimasto impunito. Alla cerimonia ha partecipato l’assessora regionale alla cultura della memoria, Alessandra Nardini. La commemorazione è stata organizzata dal Comitato interparrocchiale “Martiri della Romagna” dell’Azione Cattolica dell’Arcidiocesi di Pisa.”Oggi non celebriamo soltanto, oggi confermiamo un impegno – ha detto l’assessora – difendere i valori di libertà, democrazia, pace che il nazifascismo cercò di annientare e lo facciamo ricordando e onorando 69 vittime innocenti. Coltivare la memoria di stragi come questa è un dovere civile e morale, perché quel passato non smetterà mai di riguardarci e di chiamarci a vigilare e ad agire perché quegli orrori, in nessuna  forma, possano ripetersi. Ora come allora, la scelta deve essere quella di non voltarsi da un’altra parte, ma di stare dalla parte giusta, combattendo contro ogni manifestazione di violenza, odio e discriminazione”.

La cerimonia ha visto la deposizione di una corona da parte dell’Amministrazione comunale al monumento che ricorda il luogo in cui avvennero i rastrellamenti ad opera delle truppe naziste e la celebrazione della messa di suffragio celebrata dall’arcivescovo di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto.

“C’è un compito – ha proseguito Nardini – più urgente di altri: rendere pienamente consapevoli di questa storia le nuove generazione. La scuola ha, in questo senso, un ruolo fondamentale, il luogo dove si coltivano la Memoria e la conoscenza della nostra Costituzione. La Regione Toscana ha come simbolo il Pegaso alato, lo stesso del Comitato Toscano Liberazione Nazionale. Ecco – ha concluso – il mio auspicio è quel simbolo, così come le bellissime parole della nostra Costituzione, possano parlare sempre di più e meglio alle ragazze e ai ragazzi toscani perché sono loro che devono raccogliere il testimone da coloro che ci hanno consegnato un Paese libero e democratico”.

Le vittime dell’eccidio compiuto l’11 agosto del 1944, con l’aiuto dei fascisti, dai soldati tedeschi della 16a SS-Panzergrenadier-Division “Reichsführer SS”, furono 69. La stessa divisione, il giorno successivo, e sempre con ‘aiuto delle bande fasciste, sarà responsabile della strage di Sant’Anna di Stazzema: 508 vittime civili fra cui 130 bambini, di cui la più piccola, Anna Pardini, di appena 20 giorni.

L’eccidio de La Romagna, rimasto impunito, seguì il rastrellamento avvenuto alcuni giorni prima, nella notte fra il 6 e il 7 agosto, a Molina di Quosa dove centinaia di famiglie avevano cercato rifugio dopo il bando tedesco che invitava tutti gli uomini a presentarsi entro due giorni ai comandi militari per l’arruolamento volontario nelle compagnie dei lavoratori.

Foto: il Sacrario che ricorda le vittime, Di Alepierotti – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=34438088

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