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“Ecco come si vince a Firenze”: i piani di Bitossi per una corsa Mondiale Sport

Ci sono cinquanta giorni precisi ai campionati del mondo (22-29 settembre). Si respira già l’aria di questo grandissimo evento in programma, per la prima volta nella storia, in Toscana.   Le istituzioni sono al lavoro per mettere a punto la complessa macchina logistica (devono essere ancora individuate le aree nelle quali parcheggiare le centinaia di veicoli tra cui le roulottes); sul percorso già pedalano, in giorni diversi e spesso in incognita, corridori, professionisti e non, che saranno protagonisti nelle dodici prove iridate spesso guidati in queste loro ricognizioni dagli ex campioni toscani Andrea Tafi, Roberto Poggiali e Franco Bitossi.
   “Cuore matto”, questo il popolare appellativo di Bitossi, è un esperto di corse iridate. Ha disputato sette mondiali totalizzando un secondo posto nel 1972 in Francia a Gap, del quale si parla ancora – fu raggiunto sulla linea del traguardo e battuto da Marino Basso per pochi centimetri – un terzo ed un ottavo posto.
  “E’ un percorso molto severo – sentenzia Bitossi – e non servirà certo il fotofinish utile, nelle volata affollate. La selezione sarà netta”.
– E’ possibile un arrivo isolato?
   “Non è facile, ma possibile. Per i professionisti un epilogo simile può verificarsi solo al decimo ed ultimo assalto dell’arcigna impennata di Via Salviati. Ma occorrerà attaccare già nella lunga e tecnica discesa da Fiesole su Pian del Mugnone ed affrontare subito dopo quella salita già lanciati. Dal culmine mancheranno poi circa quattro chilometri per giungere al traguardo”.
  –Per arrivare uno solo………
  “Da Via Salviati deve irrompere in Via Bolognese con una ventina di secondi di vantaggio. E sperare che non ci sia accordo fra gli inseguitori”.
  -Può essere un italiano?
  “Speriamo. Ma non sarà facile”.
  –Perché?
  “Il nostro ciclismo ha trovato in Vincenzo Nibali, cresciuto ciclisticamente in Toscana, il campione per le corse a tappe. Quest’anno ha vinto la Tirreno-Adriatico e il Giro d’Italia. Ma manca un asso per le gare in linea. Ed il campionato del mondo è la corsa di un giorno”.
   -Il commissario tecnico Paolo Bettini conta molto su Nibali. E’ già alla ricerca dei corridori per varare la squadra azzurra. Ora seguirà il 21 agosto la Coppa Agostoni; due giorni dopo la Tre Valli Varesine; il 31 il Giro della Romagna; poi alcune tappe del Giro della Spagna.
   “E’ giusto pensare anche ad una squadra impostata su Nibali perché se in grande condizione, ed aiutato da una buona squadra, può vincere per distacco. Intendiamoci può vincere anche presentandosi in retta d’arrivo con qualche compagno di fuga”.
   -I nostri giovani?
   “C’è Moreno Moser, c’è Enrico Battaglin. Ci sono altre promesse. Ma questi giovani saranno pronti per un appuntamento difficilissimo come il mondiale?.
   -Per gli appassionati di ciclismo il meeting iridato è una grande occasione……
   “Certo. Ma non solo per loro. E’ un evento con grandi ricadute pure economiche e turistiche se pensiamo che saranno oltre 400mila i tifosi sul percorso e qualche milione in visione nel mondo. Per le città toscane coinvolte in questo evento, dunque, una grande promozione. Per quanto riguarda Firenze le corse transiteranno dal centro storico, come Piazza Duomo, ricco di impareggiabili opere d’arte. Opere che saranno viste in 160 paesi grazie alle trasmissione di 250 emittenti televisive presenti ai mondiali. Sono 1300 i giornalisti accreditati”.
    In extremis il Comune di Firenze ha risolto (almeno in parte) il problema del Museo di ciclismo Gino Bartali a Ponte a Ema. Quella struttura stava vivendo un momento di grave crisi gestionale anche perchè l’Associazione Amici del museo, diretta da Andrea Bresci, era stata relegata al ruolo di custode dei cimeli.
   Palazzo Vecchio che detiene il 65% delle azioni di quel museo (le altre divise tra il Comune di Bagno a Ripoli e la Provincia di Firenze) ha deciso di gestirlo in prima persona (in questi giorni è stato firmato un accordo secondo il quale l’Associazione Amici del museo concede in comodato d’uso i cimeli di cui rimane proprietaria).
   Nella settimana che arriva funzionari di Palazzo Vecchio effettueranno un inventario del materiale esistente nel museo e dal primo settembre assumeranno direttamente la gestione. Un po’ in ritardo, ma forse ancora in tempo per realizzare un’organizzazione idonea a ricevere le centinaia di visitatori attesi durante la settimane dei mondiali.
  Per la cronaca il museo contiene 112 biciclette di ogni epoca; scarpini e borracce di ogni tempo; una biblioteca con 930 volumi; centinaia di pubblicazioni sportive; 760 foto storiche; 265 maglie di corridori di tutti i tempi; un migliaio di videocassette; una banca dati su corridori e su gare e la storia di 34 mila ciclisti; una videoteca; trofei e biciclette di Bartali; un “settore” dedicato ai cimeli di Gastone Nencini e di Franco Ballerini.

Franco Calamai

Foto: Press Office Toscana2013

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