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Ecomafie, Vadalà: “Segnali inquietanti nel settore biomasse” Cronaca

Firenze – Un’istantanea aggiornata della situazione attuale delle ecomafie nella nostra Regione: a margine dell’incontro con la stampa circa gli incendi boschivi, Stamp pone alcune domande al comandante regionale della Toscana Giuseppe Vadalà. Il Corpo Forestale ha infatti assunto un ruolo importante per le indagini che riguardano i reati ambientali, terreno sempre più frequentato (si pensi al ciclo rifiuti) dalle mafie nazionali.

“La Toscana è una regione in cui possiamo dire che sicuramente non ci sono gli insediamenti di alta criminalità mafiosa presenti in altre regioni, ma è una ragione che attrae – ricorda il comandante Vadalà –  c’è una ricchezza vasta e la criminalità ha bisogno di regioni dove far circolare soldi illegali in silenzio. In questo la Toscana è appetibile. È questo ciò che riscontriamo dalle nostre indagini dove rifiuti e settore agroalimentare sono il business più “facile” per la criminalità ambientale e agroalimentare, ma dobbiamo porre molta attenzione anche agli impianti di biomasse. In questo senso le indagini fatte, soprattutto su Firenze e su alcune province della costa, hanno dimostrato che ci sono dei traffici che per durata, complessità e progettualità e anche per qualche nome che ricorre, sono traffici che ci fanno stare all’erta. Andiamo avanti con le deleghe che, sotto il profilo investigativo, ci dà la Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze della procura”.

Oltre ad attori “esterni” è possibile parlare anche di attori toscani?

“Sicuramente l’altro punto di allarme e di attenzione è che la criminalità opera sia con soggetti che vengono da fuori che con soggetti toscani. È importante che il tessuto sociale, economico e dell’imprenditoria toscana sia quanto più ferma nel bloccare, respingere ma anche nel collaborare. Cioè: queste situazioni vengono fuori perché vengono offerti strumenti e modus operandi illegali per dare scorciatoie agli imprenditori che a volte si possono trovare in difficoltà (pensiamo anche al denaro offerto) ma che se sul momento ti possono far fare passi in avanti facili, dopo ti procurano problemi e ti fanno stringere rapporti di mafiosità con persone che hanno ben altri principi”.

Reati principali?

L’art.260 (che prevede il reato di “attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti” art260 del Dlgs 152/2006, n.d.r.) è quello che ci ha fatto aprire una grande fotografia. È uno strumento investigativo importante. Poi ci sono aspetti di reati”collaterali” per mettere a punto i progetti criminali: corruzione, concussione, grandi abusi edilizi e intimidazione, tutti reati “satelliti” o “reati spia” che servono per impostare il lavoro criminale”.

Il ciclo (legale) dei rifiuti è sotto controllo? È possibile fare una stima della componente che sfugge alla legalità?

“Di stime preferisco non farne, ma anche sul ciclo dei rifiuti indubbiamente si devono fare ancora passi in avanti. Soprattutto sul ciclo dei rifiuti pericolosi”.

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