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Economia familiare e nuovi stili di vita il 15 aprile a Palazzo Vecchio Società

 “E’ necessario – ha detto Benedetto XVI – un effettivo cambiamento di mentalità che ci induca ad adottare nuovi stili di vita, nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti”. Prossimo appuntamento il 15 Aprile a Firenze, nel Salone dei Duegento in Palazzo Vecchio, dalle 9 alle 18, dove si terrà il convegno regionale dell’Azione Cattolica Toscana sul tema: “Economia familiare e nuovi stili di vita”. Come ha rilevato il Delegato di A.C. Toscana, Paolo Nepi, “La finalità della Chiesa è religiosa e non politica, ma non si può dimenticare che la nostra è una religione ‘incarnata’ nella realtà esistenziale per cui la chiesa ha qualcosa da dire su tutti gli aspetti umani: anche sui nostri stili di vita e sulla nostra economia familiare!”. Gli stili di vita sono totalmente cambiati, Le disuguaglianze sono aumentate, specie al sud, anche i consumi sono cambiati. Negli anni settanta l’incidenza delle spese per l’alimentazione erano del 40% mentre ora è scesa al 20% mentre sono esplose le spese per altri tipi di consumo: 17% per i trasporti, poco per la cultura, abbastanza per il vestiario, per l’elettronica e per gli impianti domestici, anche in condizioni di impoverimento dove il 20% degli italiani presenta una condizione di disagio, ovvero l’impossibilità di affrontare una spesa imprevista, una settimana di ferie, la difficoltà a pagare spese necessarie come le quote dei mutui contratti, le spese per le bollette, pasti. La più tragica condizione di disagio, più della stessa disoccupazione giovanile, risulta oggi la condizione della famiglia senza lavoro, senza nemmeno uno stipendio o una pensione. C’è una linea di povertà relativa per coloro che vivono in due sotto alla soglia di 1.000 euro al mese e che risultano l’11% al nord e il 25% al sud.

“Il cambiamento dello stile di vita  – ha rilevato Piero Tani –  riguarda singolarmente ciascuno di noi, ma riguarda anche la società in cui viviamo: sia perché lo stile di vita di ciascuno è fortemente influenzato dall’ambiente sociale in cui viviamo, sia perché l’interesse al cambiamento degli stili di vita riguarda in primo luogo un cambiamento della società. Questo cambiamento dovrà essere ispirato a maggiore sobrietà, ma ciò non comporta necessariamente un peggioramento delle nostre condizioni di vita. Al contrario, liberandoci dai condizionamenti e aumentando l’attenzione agli aspetti relazionali della nostra vita potremmo godere di una vita più felice”. 

Ogni crisi è anche una opportunità e il segno di qualcosa di nuovo che può nascere. Le ferite della storia, affermava Giovanni Paolo II, possono diventare “feritoie di speranza”. Di fronte alla complessità e ai mutamenti che stiamo attraversando, il popolo di Dio, s’interroga con appuntamenti come questo utili per la stesura e definizione di un’agenda della Chiesa Cattolica per la Toscana, agenda che sarà presentata a maggio 2013 dai Vescovi della Toscana.

Foto: www.settimanesociali.it
 

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