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Economia fiorentina, mercato lavoro soffre ancora Economia

La Camera di Commercio di Firenze riaggiorna le stime sulla crescita fiorentina per il 2012 ed elabora previsioni per il biennio 2013-2014. Per il 2012, il calo totalizzato del prodotto reale sarebbe pari al 2,4%, vale a dire una contrazione di circa 600milioni di euro in un anno. Una perdita che, secondo quanto rilevato dall'Ufficio di Statistica della Camera di Commercio, “tende ad estendersi in modo non indifferente nei confronti del 2007, ampliandosi fino a 1,5miliardi di euro (-5,5%) in termini cumulati. Il prolungato periodo di contrazione del valore aggiunto prodotto localmente, intervallato da un recupero moderato e di corto respiro nel biennio 2010-2011 (+0,9% in media), ha messo a dura prova anche una struttura produttiva apparentemente solida come il sistema economico fiorentino, mettendo in chiaro tutte le sue vulnerabilità”.
Per quanto riguarda il 2013, le stime evidenziano “un quadro di moderato rientro della fase di contrazione del valore aggiunto provinciale, tendendo quasi a ricalcare l’andamento nazionale, con un calo stimato dell’1,6%”. Il risultato deriverebbe da un rallentamento della caduta dei consumi delle famiglie (da -4,3% a -2,2%), a fronte del quadro degli investimenti, “che invece evidenziano un ridimensionamento in via di attenuazione, anche se il calo rimane comunque sostenuto (-5,8%)”. Inoltre, prevede la Camera di Commercio, “la domanda estera netta dovrebbe generare un rilevante apporto, atto ad impedire una contrazione più ampia del prodotto fiorentino. Nel 2014 probabilmente la dinamica del PIL locale potrebbe divenire “moderatamente” positiva (+0,9%) se la debole e modesta ripresa dovesse attecchire e consolidarsi dalla fine dell’anno in corso e se gli indicatori consentiranno di confermare, nel breve termine, il miglioramento ciclico”.

Le criticità più difficili e di lungo termine riguardano il mercato del lavoro provinciale. Prevista un'ulteriore contrazione della domanda di lavoro nell'ordine dell’1,8% nel 2013, che “difficilmente potrà riattivarsi in modo tale da riassorbire l’ampio stock di disoccupati che si è creato con la crisi in pochi anni anche per Firenze: il tasso di disoccupazione è arrivato al 7,1% nel 2012 e dovrebbe salire fino al 7,8% quest’anno. Per il 2014 l’incertezza è piuttosto incisiva in quanto sarà rilevante il grado di intensità con cui prenderà campo la ripresa e soprattutto quanto la debole crescita prevista sarà in grado di riattivare la domanda di lavoro, che dovrebbe evidenziare una certa stazionarietà (+0,1%)”.

Ecco la congiuntura economica fiorentina nel dettaglio secondo l'analis dell'Uffcio di Statistica della Camera di Commercio di Firenze:
Imprese – Nei primi sei mesi del 2013 l’evoluzione della demografia d’impresa non ha fornito indicazioni particolarmente convincenti, ponendosi su valori molto vicini a quelli di fine anno, sintesi peraltro di due trimestri dall’andamento discordante. Complessivamente, dal confronto su base tendenziale annua emerge una tenuta della consistenza numerica delle imprese registrate (+0,2%), cui si affianca un tasso di sviluppo moderatamente positivo (+0,4%) e al contempo una lieve, ma significativa, diminuzione delle imprese attive (-0,6%) 

Artigianato – I dati al primo semestre relativi all’artigianato manifatturiero fotografano ancora un settore in forte difficoltà, in cui l’andamento del fatturato ha registrato una nuova battuta d’arresto, ma questa volta l’entità delle perdite (-5,6%) è quantomeno inferiore al valore (-14,7%) registrato a metà del 2012. Ancora una volta, la diminuzione della flessione è da ascrivere in buona parte alla capacità delle imprese della filiera moda e del comparto metalmeccanico di limitare le proprie perdite, diversamente dal gruppo di imprese aggregate sotto le altre manifatture. 

Industria Manifatturiera – Il secondo trimestre sembrerebbe dischiudere un miglior orizzonte per il comparto manifatturiero provinciale se consideriamo che tende a rientrare la dinamica negativa che si era acutizzata nel primo trimestre dell’anno (da -3,6% a -1,1%) tanto che il dato congiunturale “grezzo” risulta positivo (+4,9%; +1,8% destagionalizzato); migliora anche il fatturato tendenziale (da -4,7% a -0,1%). Il ritmo di recupero è ancora lento, ma potrebbe far ben sperare e consolidarsi nei prossimi trimestri proseguendo con un tasso di sviluppo moderato, ma stabile. 

Turismo – Il movimento turistico dei primi 6 mesi dell’anno si è connotato per il contributo proveniente dalla componente straniera. Difatti, se complessivamente le quantità di arrivi e presenze risultano in incremento, rispettivamente, del 2,4 e dello 0,2%, in realtà esse appaiono sostenute quasi esclusivamente dagli stranieri, il cui contributo alla variazione si materializza nel 3,6% sugli arrivi e nell’1,3% sulle presenze. 

Commercio al dettaglio – Si alleggerisce la tendenza recessiva. La flessione tendenziale riferita al secondo trimestre si è ridotta dall’8% di fine Marzo, al -4,2. Si sottolinea ancora una forte criticità sul settore alimentare (-5,9% rispetto al -6,5% del primo trimestre), mentre il comparto specializzato non alimentare è quello che riesce a trarre maggior beneficio da questo allontanamento dai punti massimi della crisi dimezzando le perdite rispetto al consuntivo del trimestre precedente (da -9,8% a -4,3%). 

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