energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Economia, la crisi spezza l’edilizia Economia

Sale la preoccupazione per il settore dell’edilizia toscana, “solo il 7,6% delle imprese nel primo semestre del 2012 ha registrato un aumento della propria attività mentre il 59,7% è in flessione”, questo è quanto emerge dall’indagine congiunturale svolta da Unioncamere Toscana, con la collaborazione di ANCE. Tre i fattori principali che determinano il crollo del mercato: i privati che non potendo spendere, non investono, rendendo fermo il settore immobiliare; le banche che limitano l’accesso al credito ed i Comuni e le Province, anche quelli virtuosi, i cui denari per gli investimenti pubblici sono bloccati dal patto di stabilità.

Per le aziende che, invece, sono riuscite a fatturare si palesa un’altra questione: ma quando si incassa? Chi lavora con la pubblica amministrazione si trova di fronte al grande ostacolo dei ritardi nei pagamenti. L’83,7% delle imprese edili toscane con oltre 10 addetti che ha lavorato con la PA ha segnalato il problema. Esiste , tuttavia, una variabile numerica in crescita ed è quella del ricorso alla cassa integrazione. Nella prima parte dell’anno la media degli occupati nel settore è scesa al -2,1%, il 23,8% è il grado delle imprese che ha ridotto il proprio organico, senza voler aggiungere a queste evidenze, l’impatto negativo e conseguente in materia di sicurezza sul lavoro e lavoro irregolare. Lamentano ad oggi una diminuzione del lavoro anche le aziende che erano riuscite a reggere nel 2011, grazie al fatto di aver orientato la propria attività nel settore privato delle manutenzioni. Il segretario generale di Unioncamere, Enrico Ciabatti, ha spiegato che “A soffrire di più sono le aziende medio-piccole, Il fatto che gli investimenti e gli ordini siano negativi e questo significa che le aspettative per il futuro rimangono nere.”

L’accesso al credito, strumento di vitale importanza per l’edile, la cui peculiarità rende necessario un tipo di investimenti sostanziali e di lunga durata, è diventato quasi impossibile. Basti pensare che a fronte di un 60,3% di imprese che hanno richiesto forme di credito bancario, il 70,7% ha segnalato un peggioramento della situazione nel corso dell’ultimo anno. La Regione, visto la stato “emergenziale”dell’edilizia, nel bilancio da poco approvato, ha esentato le aziende del settore dall’aumento dell’Irap mentre per le imprese che vantano crediti con le pubbliche amministrazioni, è stato siglato un protocollo con le banche per consentire a queste imprese di ottenere un anticipo a tassi agevolati in attesa dei pagamenti. Gli investimenti pubblici restano, tuttavia bloccati dal patto di stabilità: l’assessore regionale alle attività produttive Gianfranco Simoncini ha chiesto nuovamente al Governo un intervento per allentare le maglie del patto e ridare così ossigeno al settore dell’edilizia. Per il momento è possibile soltanto fare soltanto una fotografia del quadro di insieme, il resto si chiama “attesa per la sopravvivenza”.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »