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Economia: migliora il clima di fiducia di imprese e consumatori Economia

Firenze – Migliora notevolmente il clima di fiducia dei consumatori e delle imprese sull’andamento dell’economia. E’ quanto emerge dal rapporto flash dell’Istat che ha cominciato da questo mese la diffusione dell’indice sul clima di fiducia partendo da una base 2010 =100. Ebbene per quanti riguarda l’indice dei consumatori,  aumenta a 110,9 da 107,7 di febbraio 2015. Anche l’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane (Iesi, Istat economic sentiment indicator), in base 2010=100, mostra un deciso miglioramento, salendo a  103,0 da 97,5 di febbraio.  Per il clima di fiducia dei consumatori la componente economica aumenta in misura più consistente (a 144,8 da 138,1) rispetto a quella personale, che passa a 99,7 da 98,0.

I giudizi dei consumatori sull’attuale situazione economica del Paese migliorano (-57 da -71 il saldo) e in lieve aumento sono anche le attese future sull’economia (22 da 21). Il saldo dei giudizi sulla dinamica dei prezzi al consumo negli ultimi 12 mesi mostra un leggero miglioramento a -26 da -27 e quello delle attese per i prossimi 12 mesi conferma questa tendenza (a -28 da  -33). Migliorano anche le aspettative sulla disoccupazione (a   -3 da 10).

Riguardo le imprese, il miglioramento del clima di fiducia coinvolge tutti i principali settori: manifattura (a 103,7da 100,5), costruzioni (a 116,0da 108,5), servizi di mercato (a 108,1 da 100,4) e commercio al dettaglio (a 103,0 da 101,0).  Nelle imprese manifatturiere migliorano sia i giudizi sugli ordini (a -11 da -17), sia le attese di produzione (a  10 da 8); il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino passa a 3 da 4. Nelle costruzioni migliorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione, sia – seppur lievemente –  le attese sull’occupazione (a -36 da -45 e a -11 da -12 i saldi).

Nelle imprese dei servizi migliorano i giudizi e le attese sugli ordini (a 2 da -1 e a 4 da -1, i rispettivi saldi) e le attese sull’andamento dell’economia in generale (a 17 da 2). Nel commercio al dettaglio peggiorano i giudizi sulle vendite correnti (a -5 da 1), mentre migliorano le attese sulle vendite future (a 28 da 19); in decumulo sono giudicate le giacenze di magazzino (a 7 da 10).

Secondo le indicazioni derivanti dalle consuete domande trimestrali rivolte alle imprese manifatturiere che svolgono attività d’esportazione, nel primo trimestre dell’anno migliorano le attese sul fatturato ma peggiorano i giudizi. Sale a 9 da 7 il saldo destagionalizzato relativo al rapporto fra prezzi all’export e interni; scende al 32% dal 34% la quota delle imprese interpellate che lamenta la presenza di significativi ostacoli all’attività di esportazione; tra questi ostacoli, diminuiscono di importanza quelli legati ai costi, ai finanziamenti, alla burocrazia e alla qualità dei prodotti, mentre aumentano di importanza quelli legati ai tempi di consegna e ad altri motivi. Tra le destinazioni delle esportazioni delle imprese scende l’incidenza dei paesi Ue. La Germania, la Francia e la Cina continuano ad essere considerate dalle imprese italiane tra i maggiori concorrenti internazionali

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