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Edilizia agevolata, in caso di cedimenti e crepe? Buona fortuna Ambiente

Più di un caso dimostra che a Firenze se una impresa edile toglie muri divisori co-portanti al di sotto del tuo muro, te ne accorgi in corso d'opera dalle crepe "non trascurabili" o se, peggio, ti si abbassa un po' il solaio.Semplificazione amministrativa dell'edilizia privata (edilizia veloce) può comportare anche superficialità tecnica, danni conseguenti, mancato ripristino o risarcimento. E' questa la sintesi di quanto denunciano alcuni cittadini di Firenze i muri delle cui case sono stati danneggiati durante l'eliminazione di muri co-portanti al piano sottostante, per lavori di manutenzione straordinaria: distacco di intonaco, ma sotrattutto distacco degli elementi costruttivi con manifestazione di crepe estese e profonde (come nella foto). Effetti che non comportano rischio imminente, come hanno rilevato gli interventi dei Vigili del fuoco, ma segni evidenti di un turbamento nell'equilibrio statico per una mutata distribuzione dei carichi, dunque sicuramente "non trascurabili" nel medio e lungo periodo. Le demolizioni dei muri co-portanti possono essere progettate e iniziate, tanto negli edifici residenziali più moderni e forti, quanto in quelli sensibili con solai in legno, datati dal 1400-1500 in su , senza sopralluoghi ai piani superiori per verificare carichi e stato dei muri soprastanti.
Il regolamento 9 luglio 2009, n. 36/R della Regione Toscana che disciplina "Le modalità di svolgimento delle attività di vigilanza e verifica delle opere e delle costruzioni in zone soggette a rischio sismico" prevede infatti procedure semplificate per i proprietari e le ditte quando si tratta di interventi di manutenzione straordinaria degli edifici, ossia: "non è richiesto il rilascio dell’autorizzazione di cui all’articolo 105 della l.r.1/2005, ovvero il preavviso di cui all’articolo 105 ter della l.r.1/2005", alla condizione che "in alcun modo compromettano la sicurezza statica della costruzione, ovvero non riguardino le strutture portanti e sempre che essi "non alterino l’entità e la distribuzione dei carichi". Se si rispetta questa condizione le opere, come recita il regolamento regionale sono di "trascurabile importanza ai fini della pubblica incolumità". E' fondamentale quindi che la predetta condizione venga accertata. Quando un intervento può tecnicamente dirsi "trascurabile per l'incolumità pubblica"?

Per fortuna a Firenze la maggior parte degli architetti e ditte edili esecutrici, per prevenire questi danni, quand'anche superficiali, fa realizzare cerchiature o inserire longarine in sostituzione statica dei co-portanti, agendo con un ampio margine cautelativo. Accade però che alcuni architetti non lo ritengano necessario, che le crepe o le lesioni strutturali si manifestino, o addirittura si evolvano in peggio, vengano segnalate a Comune e a Genio Civile che però non avrebbero competenza per intervenire, e che nessuna misura ad integrazione degli interventi manutenzione straordinaria venga considerata e tanto meno attuata. Il muro resta lì con le crepe, il proprietario se lo deve ripristinare a sue spese.

Si sente dire, proprio tra gli architetti, che se viene un terremoto di un certo grado il centro storico di Firenze se ne va a terra. Non sarà che con norme tecniche più stringenti, pratiche e controlli più operativi, potremmo non solo evitare di intaccare la stabilità di muri e solai,  ma approfittare dei nuovi interventi per migliorarla? Quando arriva la scossa tellurica può bastare un po' di resistenza in più per salvare vite umane.

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