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Edison-Feltrinelli. La guerra colpisce i dipendenti Cronaca

A seguito della mancata ratifica legale dell'accordo fra Feltrinelli e Edison, i dipendenti della libreria di piazza della Repubblica, ormai sconcertati più che infuriati, non ci stanno e intendono fare alcune precisazioni sull'intera vicenda. Fra queste, in cima alla lista, vi è la loro contrarietà a diventare merce di scambio (o carne da macello) nella diatriba fra le due società librarie. Infatti, al famoso incontro del primo ottobre essi «non sono stati ammessi» poiché quella della firma è una «questione privata tra due società». Ciò significa che i dipendenti Edison  non vogliono «in nessun modo» diventare «nodo cruciale» di una trattativa fra «debitore e creditore», come ha peraltro ricordato anche il direttore del punto vendita Alessandro Falciani.

Il gruppo Bellentani che fa capo a Edison definisce «denigratorio» il tono con cui si è espressa Feltrinelli, sottolineando che non vi sia mai stato «alcun accordo da ratificare» e che il documento uscito il primo ottobre dall'ufficio del vicesindaco Nardella fosse «semplicemente un verbale dell’incontro che rinviava ad un futuro accordo tra le parti», da definire negli esatti contenuti. Futuro incontro che secondo il gruppo Bellentani non c'è stato in quanto Feltrinelli ed Effe.com avrebbero «ostinatamente» condizionato la loro firma al fatto che Libreria Edison «accettasse di pagare a PDE (società distributrice del Gruppo Feltrinelli) talune somme controverse, in via prioritaria rispetto agli altri creditori». Questa affermazione era comunque già contenuta nel verbale del primo ottobre.

È stato proprio questo botta e risposta a distanza fra le due società a far scattare la reazione dei dipendenti Edison, che hanno sostenuto come Feltrinelli sia poco precisa quando afferma che l'accordo del primo ottobre servisse principalmente a garantire loro le rimanente spettanze. L'accordo, nelle loro parole, «prevedeva unicamente le modalità di rilascio dell'immobile». Il restante contenuto dell'intesa «altro non è che una dichiarazione di intenti». Tra questi intenti vi sono anche parole spese per il futuro occupazionale dei 36 lavoratori liquidati. In questo senso i dipendenti Edison «sollecitano un tavolo di trattativa con Effe.com / Feltrinelli per dirimere l'annosa questione occupazionale, auspicando la presenza come garante del Comune di Firenze»

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