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Edison. Il capitolo Landini nel romanzo dei librai Cronaca

Alla libreria Edison di piazza della Repubblica arriva Maurizio Landini, segretario della Fiom, che firma la petizione per il rispetto del vincolo culturale e invita il sindaco Renzi, «per una volta», a fare «cose di sinistra».

Landini richiama a sé il pubblico delle grandi occasioni. Il salone della Edison è pieno, ma non per la grande svendita. I dipendenti tremano non per la chiusura, prevista ufficiosamente per il 28 novembre, bensì per ciò che concerne i trattamenti di fine rapporto e le restanti spettanze. Giovedì si è tenuto un incontro in Provincia ma, a quanto pare, un accordo con la proprietà Bellentani sembra ancora lontano. Lunedì le parti si incontreranno nuovamente per stabilire tempi e modalità d'uscita. Speranzosi, neanche troppo, di un riassorbimento nel ventilato nuovo punto vendita Red di Feltrinelli, i librai si vedranno domani in Palazzo Vecchio, oggi per chi legge, con il sindaco Matteo Renzi.

Quest'ultimo ha fissato la data dell'appuntamento il giorno prima dell'arrivo in città, e in libreria, del candidato di Sel alla leadership del centrosinistra Nichi Vendola. Nell'attesa di un responso da piazza della Signoria, i librai ascoltano il solidale Landini il cui intervento è preceduto da quello di rappresentanti di diverse realtà fiorentine in difficoltà: Menarini, Coin, Esselunga, Poste Italiane, Azienda Ospedaliera di Careggi.

Il segretario della Fiom invita il Sindaco a prendere a cuore la vicenda Edison, facendo «cose concrete» e non «delle semplici chiacchiere». La vicenda della querelle con Marchionne, «ricco al punto da potersi comprare pagine per smentire ciò che aveva detto», è vista da Landini come la prova del nove per il Sindaco: se la città non vuole passare per piccola o povera, spiega, «il suo Sindaco non deve fare come Marchionne e lo deve smentire».

Prende parola anche Ciro. Napoletano, sopra la trentina, di cognome fa D'Alessio. Mestiere, metalmeccanico a Pomigliano. «Le librerie sono terapeutiche», dice. «Lasciare aperti posti come questi è fondamentale – precisa – ed è importante combattere le battaglie giuste. Dalla scuola pubblica alle fabbriche alle librerie». D'Alessio è uno di quei 19 metalmeccanici che si sono visti riassegnare il posto di lavoro a Pomigliano. Uno di quei 19 licenziati perché iscritti alla Fiom e reintegrati al posto di altrettanti operai che, stando alle cose attuali, dovranno trovare posto da un'altra parte.

I debiti dei Bellentani e gli obiettivi di business di Feltrinelli non preoccupano Landini. O meglio, lo preoccupano, ma non gli impediscono di salutare i presenti con un concetto ben preciso. «Chi sta facendo questa battaglia non la sta facendo solo per sé, per rivendicare il proprio diritto al lavoro, ma la sta facendo per gli altri, nel senso di voler far capire alla comunità il valore di ciò che fa nella vita».

Domani, oggi, è un altro giorno. Renzi parlerà ai dipendenti. Domenica arriva Vendola. Campagna elettorale, vertenza sindacale, diritti umani e del lavoro, storie di vita, amore per il prossimo. L'ultimo capitolo della vicenda Edison sembra essere sempre sul punto di essere scritto ma, in realtà, il lungo romanzo di questi librai e della loro storia non sembra avere mai fine. Continuare a leggere, in questo caso come non mai, è d'obbligo.

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