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Edison. La battaglia è politica Cronaca, Politica

Che il caso Edison stesse diventando una patata bollente per Palazzo Vecchio e, di qui, una questione politica di interesse generalizzato, era un fatto assodato già da tempo. Ma a riconfermare tutto ciò è arrivata una comunicazione delle «lavoratrici, lavoratori, RSA Edison», con la quale è stata annunciata una serie di incontri che hanno come obiettivo la creazione di un «presidio della cultura e del lavoro nella città di Firenze».

"Cultura e lavoro beni comuni" – Profittando della difficile situazione del punto vendita, e forti di un sostegno civico comprovato dalla raccolta firme per la non-estinzione del vincolo di destinazione d’uso, i dipendenti Edison sfrutteranno il periodo che va da adesso alla chiusura dell’attività i locali della libreria per dar vita a «uno spazio libero aggregante» al fine di «difendere la cultura e il lavoro come beni comuni».

Si comincia mercoledì 24 ottobre alle 18.00, con le RSU di Menarini e Regione Toscana che saranno ospiti dei librai per parlare delle loro complesse situazioni. «Lo spirito di questo incontro – ha dichiarato Simone Vertucci dell’Rsa Edison – è quello di coinvolgere persone che hanno una situazione per certi versi simile alla nostra ma che hanno poca visibilità». Una visibilità che, in questo momento, i locali della libreria certamente garantiscono. Nella stessa giornata verranno presentate alla stampa le successive iniziative.

20mila firme e un ruolo da assumersi – «Dalle firme, che ormai sono quasi ventimila, e da ciò che ci dice la gente – prosegue Vertucci – capiamo che le persone si identificano con la libreria, che è riconosciuta come la libreria di Firenze. Noi ci assumiamo questo ruolo e vogliamo che essa parli della nostra realtà e di chi ci abita».

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