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Edison ultimo giorno: niente addii, solo arrivederci Cronaca

E’ l’ultimo giorno. Almeno per l’Edison come l’abbiamo conosciuta noi. La storica libreria chiude, e nonostante le promesse di mantenere la destinazione d’uso (libreria) allo spazio fisico dell’Edison, le persone che sono lì a dare la propria solidarietà ai lavoratori della cultura non possono rimanere indifferenti alle stanze ormai spoglie, all’atmosfera di disarmo generale in cui giace la struttura. Disarmo, non rassegnazione. Non sono rassegnati i tanti lettori e clienti, amici e sostenitori che partecipano al reading a staffetta dei capolavori della letteratura o semplicemente di autori amati con l’accompagnamento musicale di alcuni giovani e bravissimi musicisti. Non sono rassegnati gli esponenti politici che prendono il microfono e esprimono solidarietà ai “librai” della libreria che chiude. L’appello- promessa di Andrea Calò, consigliere provinciale di Rifondazione Comunista., “continuate la lotta, no vi lasceremo soli, perché questo è il momento più brutto, quando i lavoraotri rischiano di diventare invisibili”, quello di Ornella Grassi, consigliere del quartiere 1, che ricorda lo striscione che sventola fuori dal Quartiere, la lotta per difendere i luoghi della cultura, i lavoratori “invisibili” che vivono ai margini del mondo dello spettacolo, non per importanza, ma perché respinti da contratti sempre meno veri, e dal lavoro nero. Nessuno è rassegnato, neppure il piccolo gruppo di Libristi che partecipa al reading, un drappello della nuova Associazione  Libristi Giornalisti Scrittori toscani, che ricorda che il compito principale è difendere i libri, la cultura, i luoghi dove i libri si leggono, si fanno e si comperano. Niente rassegnazione per Controradio, con la sua cabina aperta che registra in diretta la fine dell’Edison, l’ultimo giorno. Nessuno si vuole arrendere. E la solidarietà arriva da tutto il mondo della cultura fiorentino, in questa straordinaria giornata da ultimi fuochi: con la performance teatrale dell’attrice Daniela Morozzi, con la  lettura di poesie con il frontman dei Diaframma Federico Fiumani, con i concerti degli eroi rockabilly Marco & Simone Di Maggio e dei Fiati sprecati. ”Ma noi non crediamo sia un addio, bensì una rinascita – spiega Dario, uno dei 37 dipendenti del negozio – abbiamo raccolto 35mila firme per mantenere il vincolo sull’edificio che ospita la Edison ad accogliere solo attività culturali ed il sindaco Matteo Renzi si e’ impegnato a mantenerlo fermo. A questo punto attendiamo le decisioni in proposito di Feltrinelli, che e’ proprietaria di questi spazi, o di imprenditori interessati a riaprire qui una libreria. Siamo fiduciosi”. Fiduciosi, se persino il vicesindaco Nardella aggiunge la sua firma alla petizione, se nelle ultime settimane la libreria Edison è diventata il luogo più frequentato da artisti come David Riondino, Sergio Staino, Vinicio Capossela, Carlo Monni, Orla, Nuto e Finaz della Bandabardò, i Chille de la Balanza. Ma soprattutto l’abbraccio della città è ciò che conta, e la voglia di trasformare in un arrivederci l’amaro di questo addio.

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