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Edison. Renzi chiama, Vendola risponde Politica

in piazza della Repubblica arrivò pure Nichi Vendola. La vicenda dei 38 librai che ormai da tempo scuote l'opinione pubblica cittadina, diventa al tempo stesso battaglia occupazionale e teatro di campagna per le elezioni primarie del centro-sinistra. Quattrocento persone circa per il Ieader di Sinistra Ecologia e Libertà. Tra le sue parole, non sono mancate alcune frecciate al sindaco Renzi. La campagna elettorale è sempre la campagna elettorale. Tautologie.

“Colleganza telepatica” – Fra tutte queste, almeno per ciò che concerne la “lotta” dei librai, la battuta sulla potenza telepatica che lo collogherebbe al sindaco e che, proprio il giorno prima del suo arrivo a Firenze, avrebbe indotto il primo cittadino a rassicurare i dipendenti sul loro futuro e sull'intoccabilità del vincolo di destinazione d'uso. «Sono molto contento – ha esordito il governatore pugliese – che vi abbia convocati ieri (rimarcando e con voce e con gestualità la parola “ieri” ndr). Credo che ci sia stata una colleganza telepatica e sono contento». “Colleganza”. È una parola che esiste per davvero.

Renzi e le Giovani Marmotte – A poche ore dal confronto tv che separa i principali candidati alla leadership del centro-sinistra, in onda su Sky lunedì alle 20.30, Vendola attacca il sindaco anche sulle sue «propostine» contro la precarietà, «frizzantine» al punto d'esser degne del «decalogo delle Giovani Marmotte». Il diminutivo è l'alterazione grammaticale con la quale il governatore della Puglia guarda il sindaco di Firenze.

Edison. Vince Renzi o Vendola? – Strategie di campagna elettorale a parte, è indubbio che Vendola abbia interpretato il “salvataggio” di Edison da parte di Renzi come un tentativo di disturbare la sua presenza in piazza della Repubblica. Lo ha sfidato in casa, d'altronde. Renzi si è mosso per salvare librai e libreria. Chi ha vinto? Vendola, perché alla Edison c'è andato e la pressione che ha esercitato sul sindaco è stata tale che lui ha dovuto cedere rispetto alle sue mire di partenza. Renzi, perché alla Edison non c'è andato ma alla fine ha dimostrato che a Firenze si discute e si arriva a soluzioni vere. Anche alla Edison, che non è uno dei cento luoghi. Oppure, semplicemente, ha vinto la politica.

I librai. “Edison nuovo modello di politica?” – La terza ipotesi è quella che sembrerebbero portare avanti i librai. Uno di loro, ci scherza su e dice: «Glielo abbiamo fatto capire anche con Vendola che qui non scherziamo. No?». Simone Vertucci, Rsa Edison e libraio a sua volta, gli domanda (riassumendo): «Nichi, secondo tu. Ti do del tu. Chi è un libraio? Cosa pensi del lavoro come mezzo di scambio? Il nostro modello di lotta ha portato questa libreria a essere una piazza. Sono intervenuti cittadini e altri lavoratori in difficoltà. Ci sentiamo un precedente e cerchiamo di manifestare il nostro disagio in forme vitali e gioiose. Un politico come te, pensa che questo tipo di condivisione e di modo di far politica sia esportabile?».

Si è chiuso così, con una domanda, il lungo giorno fatto di mesi che ha visto i librai difendere il loro “posto” di lavoro. La loro libreria. Da luogo quieto e di cultura a realtà di interesse generale. Nelle prossime settimane conosceremo dettagli e futuro delle trattative. Per ora sappiamo solo che un gruppo di librai, fortunati a lavorare a Firenze ma bravi a capire come muoversi, ha portato una campagna elettorale a prendere impegni e innescare reazioni ancor prima che le sue elezioni si tenenessero effettivamente. Chi non risica non rosica. Le campagne elettorali, si sa, offrono sempre grande spazio ad annunci ed impegni. Anche in questo caso. Anche se una promessa é una promessa. Ancora tautologie.

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