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Educatori e operatori socio-sanitari in presidio a Borgo San Lorenzo Breaking news, Cronaca

Borgo San Lorenzo – Assemblea-presidio degli educatori e degli operatori socio-sanitari del Mugello stamattina a Borgo San Lorenzo, davanti alla sede della Società della Salute e dell’Unione dei Comuni, organizzato da Fp-Cgil. Gli operatori sono in stato di agitazione per la mancanza di diritti fondamentali e riconoscimenti.

Entrando nel merito, “le lavoratrici e i lavoratori dei servizi socio assistenziali e educativi del Mugello sono in stato di agitazione per rivendicare i propri diritti e difendere i servizi per minori, famiglie ed anziani in stato di bisogno – spiega la nota della Cgil – i servizi oggetto della mobilitazione sono l’assistenza domiciliare, l’assistenza educativa scolastica – supporto educativo ad alunni diversamente abili e con disagio – ed educativa domiciliare, gestiti dalla Società della Salute Mugello e appaltati al Consorzio COMUNICO”.

I lavoratori che si occupano di queste attività sono circa 80, tra assistenti ed educatori. Da anni, ricorda il sindacato, “subiscono problematiche che si sono acuite con la costante riduzione delle risorse messe a disposizione, alla quale non corrisponde però un effettivo calo dei bisogni da parte della popolazione, le cui difficoltà sono in costante aumento. Chi lavora sui servizi domiciliari, ad esempio, non percepisce la piena retribuzione per i tempi di spostamento tra un utente e l’altro e questo genera, in un territorio vasto come il Mugello, centinaia di ore di lavoro ogni anno che i lavoratori fanno a titolo gratuito. Se poi il servizio, nel corso dell’anno, viene diminuito e ci sono meno ore di assistenza domiciliare o educativa, si tagliano le ore di lavoro e la retribuzione senza nessun preavviso e senza nessuna trattativa sindacale”.

Sulla scuola fa capolino il vecchio e dibattuto problema della “sospensione” del lavoro, in questo caso non quella “istituzionale” estiva, già molto dura da sopportare, ma quella affidata al caso; ad esempio, che l’alunno in carico al servizio si ammali. Ebbene, come dicono dal sindacato, “avviene che l’educatore, pur avendo un contratto in essere, viene sospeso dal lavoro con conseguente taglio della retribuzione”.

“Questi sono soltanto alcuni dei punti sui quali, come Funzione Pubblica CGIL, insieme ai nostri delegati, abbiamo elaborato un Documento rivendicativo ed una bozza di accordo che tengono conto dell’esperienza diretta di lavoratrici e lavoratori e che abbiamo sottoposto sia alle aziende coinvolte che alla Società della Salute in qualità di stazione appaltante – si legge nella nota – vogliamo che le richieste di questi lavoratori vengano ascoltate e che tali problematiche trovino soluzione nei prossimi capitolati di gara. Se, con l’uscita dei nuovi appalti, dovessimo trovarci ad affrontare le medesime problematiche che i lavoratori hanno già vissuto in questi ultimi anni, proseguiremo con lo sciopero e le vertenze legali”.

Infine, per quanto riguarda l’approvazione del bilancio della Società della Salute del Mugello, pur accogliendola positivamente, il sindacato non può esimersi intanto dall’osservare che “il bisogno di welfare è sempre più in aumento rispetto alle risorse destinate dal pubblico, tanto che anche in Mugello assistiamo con preoccupazione allo sviluppo di forme di assistenza del tutto privata fuori dal governo del pubblico” e anche dal chiedere ” le risorse a disposizione siano spese in modo corretto e che a queste lavoratrici e lavoratori si riconoscano quei diritti fondamentali di cui ogni lavoratore deve poter godere”. Tra cui ad esempio, arrivare alla fine del mese senza affanni oppure, su un servizio pubblico alla persona, non ritenere normale che “ci siano lavoratrici e lavoratori che lavorano parte del proprio tempo senza nessuna retribuzione”.

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