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Elbabook al via con un gemellaggio Notizie dalla toscana

Rio nell’Elba (Livorno) – È ufficiale il gemellaggio tra il Comune di Rio nell’Elba e la città di Ferrara, ed è stato il sindaco Claudio De Santi ad annunciarlo ieri pomeriggio, all’inaugurazione di ElbaBook, il primo festival isolano dell’editoria indipendente. «Il cartello che presto vedrete alle porte del paese – ha esordito De Santi – testimonierà il legame con Ferrara, che con le sue energie creative ci ha aiutato a realizzare la nostra manifestazione di punta, evento che speriamo diventi annuale». Una stretta di mano all’insegna della Cultura con la “C” maiuscola e del valore dei prodotti locali, tanto elbani quanto ferraresi. Il Maestrale sta soffiando in poppa al festival che ha accolto 24 editori indipendente da tutta Italia, i quali hanno occupato le piazze del paese tra i saliscendi in pietravista. In tutta risposta il vicesindaco Massimo Maisto di Ferrara ha ringraziato lo staff di giovani e il seguito che hanno mosso: «Siamo al fianco di Rio nell’Elba per dare forma concreta alla cultura e li aspettiamo al più presto a casa nostra». Poi è stata la volta di Carlo Montalbetti di Comieco, main sponsor, entusiasta della novità e della reazione calorosa degli abitanti: «È stata una bella idea per chi ricicla carta come noi, poter trasmettere una pratica che salvaguardi di più l’ambiente a chi la lavora».

L’azzurro cielo, simbolo di ElbaBook che ha riempito in forma di manifesti le vetrine, i portoni e persino i muri di Rio, faceva da sfondo alla Terrazza del Barcocaio e alle spalle degli organizzatori. Ed era più intenso nelle parole di Roberta Bergamaschi, curatrice, che ha sottolineato l’importanza del sodalizio tra editori e scuole, così l’Università per Stranieri di Siena, che offrirà un Master di II livello in Competenze testuali per dare corpo ai contenuti del Festival, nonché il giovane progetto ComunEbook di Ferrara, che ha sede dentro un liceo: «Un modo alternativo per avvicinare i ragazzi alla lettura, insegnando loro come si fa un libro». L’interrogativo che si è posto Andrea Lunghi, altro curatore, è stato su quale direzione avrebbe potuto prendere la zona orientale dell’Isola dopo la chiusura delle miniere. “La tradizione mai ha smesso di brillare – ha affermato Lunghi, reduce da Intonazioni – perché è la cultura a parlare del nostro territorio al mondo”. E il filo rosso di queste iniziative comunali sta proprio nel garantire una qualità che dia continuità alle usanze dei luoghi e alle potenzialità ancora da estrarre; come Norberto Bobbio che ha assorbito l’atmosfera dell’Eremo di Santa Caterina e l’ha raccontata a suo modo. «Nessuno è stato escluso o rifiutato – ha concluso Marco Belli, il direttore artistico – Dal cartaceo al digitale, abbiamo invitato qualsiasi visione editoriale, compreso chi crede il self-publishing sia il futuro del libro; quindi paradossalmente senza editori. La parola chiave è stata coinvolgimento per sostenere l’Isola, compattarla all’insegna del turismo consapevole, ed evitare inutili “guerre di religione”».

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