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Elezioni, Calenda: “Al bando slogan come uscire dall’euro e tassare i robot” Politica

Prato – Dopo Minniti è arrivato a Prato  il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, su invito del Partito Democratico, per incontrare nel salone della Camera di Commercio, gli imprenditori e i cittadini e per confrontarsi con i candidati Giacomelli, Bini e Della Vedova. In apertura i saluti del segretario Gabriele Bosi: “Un’iniziativa rappresentativa del metodo con cui noi abbiamo impostato questa campagna elettorale sia  a livello locale che nazionale senza utilizzare slogan o raccontare promesse irrealizzabili nel dibattito pubblico per non generare sentimenti divisivi”. 

“Prato è una città che più delle altre per il suo importante passato manifatturiero, ma anche per la presenza oggi di piccole e medie imprese che fanno innovazione, può diventare un importante punto di riferimento per la politica nazionale perché – ha detto il Sindaco Matteo Biffoni, – “ quel che fa bene a Prato fa bene al Paese, perché qui più che altrove c’è un sistema industriale che ha tentato di ripartire, c’è innovazione, sperimentazione, la passione degli industriali e degli artigiani che tutti i giorni guardano al mercato dialogando con l’Europa sul costo dell’energia, dell’internazionalizzazione, sui dazi”.
“Alla politica urlata, agli slogan e a chi ha deciso di parlare alla pancia dell’Italia  e non alla testa”, il sottosegretario Antonello Giacomelli, elogia il lavoro di squadra che ha a cuore un programma comune per Prato e sfida “le forze politiche di centrodestra a portare in città i loro rappresentati perché ad oggi ancora non hanno presentato un progetto credibile per la città”.
“A Carlo Calenda, che conosce bene Prato e che la conosceva prima di fare il ministro perché qui aveva cominciato un lavoro importante quando si occupava di internazionalizzazione, Giacomelli chiede di inserire Prato come progetto di sviluppo per il Paese, perché “i punti per Prato dall’innovazione delle imprese, dal completamento della riforma dell’energia, dall’adozione di nuove norme per il riuso di prodotti di lavorazioni tessili e dall’accompagnamento delle piccole imprese nei mercati internazionali, sono dentro le ragioni generali del progetto che la coalizzazione  del centrosinistra sostiene per l’Italia”.
Il ministro  Calenda ha risposto a tutti e 4 i punti del progetto: “Devo dire che  il distretto pratese è in credito perché è uno di quelli che hanno preso in faccia la prima fase della globalizzazione e quindi gli va data particolare attenzione”. Con l’industria 4.0 ogni manifattura diventa digitalizzata. Noi abbiamo messo un potente schema di incentivi a disposizione. Sono fiscali e automatici. Non serve intermediazione nè bolli. Basta il commercialista”.
Per quanto riguarda l’inserimento delle aziende tessili e quindi del distretto pratese, tra quelle energivore, la sfida è tra due mesi a Bruxelles. “Come sapete oggi il tessile non è nei settori energivori – ha detto Calenda -ma abbiamo  creato uno strumento potente e io spero di poterlo includere e in attesa che esso venga incluso, l’importante è che abbiamo strappato a Bruxelles la possibilità di inserire le imprese che hanno un’esposizione alla competizione internazionale molto elevata, che è il caso di questo distretto”.
Non le manda a dire a Matteo Salvini, che è stato il motivo che lo ha spinto a partecipare personalmente in questa campagna elettorale e ricorda ai presenti in sala ciò che è accaduto a Roccasecca quando,“davanti ai cancelli della Ideal standard si è fatto un sacco di selfie con gli operai che erano contenti perché avevano un po’ di attenzione. Ha rilasciato dichiarazioni dicendo che avrebbe rotto le scatole dal pomeriggio al ministro Calenda e all’azienda perché quel che era accaduto era inaccettabile. Dopo 15 giorni Salvini non ha chiamato né me né l’azienda. Gli ho fatto presente che non si prendono per i fondelli gli operai e mi ha risposto che  nel frattempo aveva presentata un’interrogazione parlamentare. Siccome sono pignolo e piuttosto noioso sono andato a vedere e l’interrogazione non c’era. Si può fare le battaglie su tante cose, è legittimo avere idee diverse. Ma a me un ragazzetto di 44 anni che non ha mai lavorato in vita sua che va a prendere in giro gli operai e che poi non si disturba a fare una telefonata di 5 minuti, beh io adesso faccio la campagna elettorale fino all’ultimo giorno e la faccio contro la Lega”.
Ha quindi ironizzato su Silvio Berlusconi che  alla Coltidiretti  ha detto che lui durante la seconda guerra mondiale faceva il contadino,ma lui a quell’epoca aveva 4 anni. Non le manda a dire nemmeno alla grillina Raggi, Sindaco di Roma ovvero della capitale d’Italia,- “ho fatto un tavolo di lavoro ma prima è passata una settimana per parlarci telefonicamente, poi dopo aver cominciato a fare le riunioni, lei non solo non è venuta ma ha mandato a dire  che non fa riunioni tecniche e al suo posto manda un’assessore”.
“Al centro – ha concluso Calenda – noi abbiamo messo il lavoro e l’industria per cui al bando slogan come uscire dall’euro, tassare i robot come vuole la Lega, togliere la flat tax e le idee populiste dal verso sbagliato”
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