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Elezioni europee, ma chi parla d’Europa? Politica

Firenze – Si è parlato molto di Europa, ieri sera all’evento organizzato dalla lista La città del Saper Fare in appoggio a Scaletti Sindaco, con la presenza di Niccolò Rinaldi, candidato per Scelta Europea. E non poteva essere altrimenti, come ha anticipato nel suo intervento d’apertura il candidato al consiglio comunale Efisio Pinna (Fare per Fermare il declino) che ha snocciolato dati e numeri, trend e previsioni che hanno fatto comprendere come il destino dell’Italia e di Firenze sia inesorabilmente dipendente da ciò che accade in Europa. Che lo si voglia o no. Intanto, fra poche ore si terrà la serata di chiusura della campagna elettorale per la lista europea Tsipras, alle 19 in piazza santissima Annunziata. Nonostante le differenze di posizione (area liberal-democratica i primi, sinistra i secondi) sono le uniche due liste che hanno portato avanti una campagna elettorale davvero europea, indicando con chiarezza nel logo stesso i nomi dei due candidati alla presidenza della commissione europea: l’ex-premier belga Guy Verhofstadt la prima, il greco Alexis Tsipras la seconda.

A far notare questo approccio comune, ieri sera, proprio l’eurodeputato uscente Niccolò Rinaldi, che, in un passaggio dell’appassionato discorso sui perché dell’opzione a favore dell’Europa e sui legami europei di Firenze, ha messo in evidenza un principio ormai convalidato dai fatti: Europa a 28 conta zero, Europa “una” conta “cento”.

Sulla stessa linea della necessità dell’unità europea è intervenuto anche il segretario provinciale del Pri Simone Aiazzi (il Pri sostiene la coalizione Scaletti con un proprio candidato, Andrea Novelli, nella lista La città del Fare) mettendo in luce l’urgenza di ricostruire un sistema in grado di affrontare non solo le sfide tecnologiche e di produttività che sono agli atti, ma anche la costruzione di un adeguato sistema di ridistribuzione delle risorse.

Al di là di queste due liste scopertamente rivolte all’Europa nella pur marcata differenza di posizioni, si potrebbe azzardare, a ormai due giorni dal voto che vede insieme europee e amministrative, che l’Europa è stata la grande assente nel panorama del dibattito politico italiano.

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