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Elezioni europee: prime proiezioni sulle intenzioni dei votanti Politica

Bruxelles – Un Europarlamento a macchie di leopardo e senza alcuna forza politica davvero trainante è quanto emerge dalle prime proiezioni sulle intenzioni di voto rese note stamani dall’Unità di monitoraggio dell’opinione pubblica dell’Assemblea in collaborazione con l’agenzia Kantar Public.

Secondo i dati raccolti dalle singole agenzie di sondaggi demoscopici dei Paesi membri ed elaborati dagli esperti di Bruxelles, l’attuale clima politico in Europa farebbe risultare alle elezioni del 26 maggio di 705 eurodeputati un calo notevole del Partito popolare europeo (183 deputati contro 217), un ancora più notevole calo per il gruppo dei partiti socialisti e democratici (135 contro 186) e un aumento dei liberali (78 contro 65). 

In discesa anche i Verdi con la European Free Alliance (da 52 a 45), la Sinistra europea Unita (da 52 a 46) e ancora più marcata la discesa dei conservatori (51 contro 75). La novità rispetto al 2014 è il un balzo della destra Europa delle Nazioni e libertà (59 contro 41).

Restano tuttavia tanti punti interrogativi che rendono queste prime proiezioni più un esercizio di prova in vista di tendenze più realistiche che si verranno a registrare nelle prossime settimane e che verranno puntualmente indicate dall’Unità di monitoraggio.

Il primo dubbio riguarda i 90 posti che vengono riferiti ad altri nuovi membri, cioè formazioni politiche non ancora rappresentate di cui dieci dei 37 indipendenti che sedevano nei banchi di Strasburgo e Bruxelles.

Il leader dei 5 Stelle Luigi Di Maio, per esempio, ha presentato la scorsa settimana un novo gruppo insieme al movimento liberista finlandese Liike Nyt, a quello polacco di estrema destra Kukiz 15,al croato Zivil Zid nato nella lotta contro gli sfratti e al partito degli agricoltori greco Akkel. C’è poi l’alleanza nazional sovranista fra Marine Le Pen e Matteo Salvini che cerca di aggregare alleati in tutta Europa.

“Nelle proiezioni – precisano i tecnici dell’Europarlamento –  i vari partiti nazionali sono assegnati soltanto ai gruppi politici esistenti o laddove sono già affiliati tramite un partito politico europeo associato. Tutti i nuovi partiti e movimenti politici che non hanno ancora dichiarato ufficialmente le loro intenzioni sono classificati come “altri”.

Se comunque i risultati delle elezioni europee del 26 maggio fossero quelli emersi dall’analisi di queste prime intenzioni di voto sarà difficile che i candidati dei partiti maggiori possano essere eletti presidenti della Commissione europea e si dovrà arrivare a compromessi e ad accordi con il Consiglio.

Ma con la velocità con cui evolvono le opinioni degli elettori nei prossimi tre mesi ci potranno essere spostamenti significativi.

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