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Elezioni, Hongyu Lin (Or.To.): una promessa multiculturale Politica

Campi Bisenzio – Giovanissima, con una precedente esperienza politica a Campi Bisenzio, prima donna cinese a sedere in una giunta comunale italiana. Si chiama Hongyu Lin, ma conosciuta come Giada Lin, candidata alla carica di consigliere regionale nella lista Orgoglio Toscana per Giani Presidente. Laureata in chimica, Giada Lin arriva in Italia nel 1991, dove lavora come interprete e mediatrice culturale.

Poi arriva la nomina, nel 2008, come assessore ai rapporti con la comunità cinese del Comune di Campi Bisenzio. Durante il suo mandato ha dato un nuovo impulso ai rapporti tra i cittadini italiani e cinesi, cercando, attraverso il dialogo e la cooperazione tra le due comunità, gli elementi  che contribuiscono a costruire un futuro e una società migliore. Forte, con una grande carica di energia, si appresta ad affrontare il prossimo ruolo politico, questa volta a livello regionale.

Questa candidatura ha un significato importante. Dimostra un forte interesse per le relazioni con la Cina, che è presente in Italia da cinquant’anni. Mi può dire come pensa di sviluppare i rapporti fra i due paesi?

Il mio primo punto nel programma è quello di aumentare di molto le relazioni tra la Toscana e il resto del mondo, in particolare la Cina. Questo deve essere fatto sia da un punto di vista economico, facendo conoscere di più le eccellenze e i prodotti toscani, che per quanto noti, posso essere enormemente più diffusi nel globo; sia da un punto di vista culturale poiché enti come il Maggio Musicale Fiorentino, il Conservatorio a Fiesole, i musei sparsi per tutta la toscana sono apprezzatissimi dai turisti cinesi, una maggiore conoscenza e pubblicizzazione porterà un notevole incremento di nuovi spettatori per la Toscana. Questo lo farò in primis usando le mie conoscenze e i miei collegamenti con la comunità cinese nel mondo e con le altre con cui ho relazioni di lunga data, dall’altra con la creazione di un ufficio regionale che si occupi esclusivamente delle relazioni tra la Toscana e le comunità straniere”.

Nel suo passato ha avuto un ruolo molto importante a Campi Bisenzio. Ce ne può parlare?

Nei cinque anni di assessorato a Campi Bisenzio mi sono occupata di moltissime cose, la più importante è stata creare relazioni continue tra il Comune e le comunità straniere della città, in modo da creare un maggiore coinvolgimento nella vita sociale cittadina. Per esempio, ho coinvolto molti concittadini cinesi nella partecipazione alla festa della patrona di Campi, per creare maggiore integrazione. Allo stesso tempo ho spinto molti campigiani a partecipare a eventi cinesi come il Capodanno, tant’è che motivo di moltissima soddisfazione è stata la presenza sia del console cinese che del nostro sindaco. È stato bellissimo riuscire ad organizzare la raccolta fondi per i terremotati dell’Aquila, in cui parteciparono moltissimi campigiani di origine straniera insieme a campigiani di origine toscana. Ritengo che solo con un coinvolgimento di questo tipo potremmo avere cittadini toscani che facciano prosperare la nostra regione usando le diversità di origine per un futuro comune migliore”.

Le tematiche affrontate a Campi Bisenzio fanno parte del suo programma futuro anche per una realtà come Firenze?

Senza dubbio partirò dalla mia esperienza per iniziare il mio percorso in regione, infatti quello che ho fatto a Campi può essere implementato a livello regionale. È necessario capire che le culture orientali, come quella cinese, prevedono input dalle istituzioni per creare novità sociali, difficilmente si creano associazioni dal basso, mentre in Italia è l’esatto contrario. Se istituzionalizziamo queste funzioni, potremmo davvero includere nella vita culturale e sociale le comunità straniere toscane, perché vivono con noi, lavorano come noi, hanno bisogno di interagire come noi. Il risultato sarà una maggiore collaborazione in tutti gli ambiti, più espressione delle diversità per fare della Toscana una regione più prospera dove sia più facile vivere. Io voglio essere un ponte per l’inclusione”.

 

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