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Elezioni in Israele: la nuova sfida di Netanyahu Politica, STAMP - Azienda

Firenze – Doppia chiamata alle urne per gli israeliani nel 2019 perché la prima, il 9 aprile scorso, non ha prodotto una maggioranza di governo nei tempi voluti dalla Costituzione. Così si tornerà a votare il 17 settembre e sempre per decisione del grande mattatore della politica dello Stato ebraico, Benjamin (Bibi) Netanyahu: “Si può essere lontano dalla sua visione politica mille miglia, ma è impossibile non riconoscere che è una grande uomo politico che sa dove vuole portare Israele e potrebbe presto superare Ben Gurion per la longevità del suo premierato”.

Il commento è di Alfredo De Girolamo, pubblicista e scrittore oltre che presidente di Confservizi Cispel Toscana, che oggi ha presentato all’IBS – Libraccio il libro scritto insieme a Enrico Catassi: Netanyahu, re senza trono, vincere le elezioni e non governare Israele” (editore thedotcompany).

E’ lui che tiene in mano il pallino del gioco, lui che “è ormai il popolo, parla chiaro non fa sconti ai nemici, almeno a parole…e cosa più importante, non ha nessuno in grado di comunicare come lui e nessuno che riesce a metter in campo un vero progetto alternativo”, come scrive Renato Coen, responsabile esteri di Sky Tg24 nell’introduzione al volume.

Grandi conoscitori della storia e delle dinamiche del Medio Oriente De Girolamo e Catassi sono andati in giro da Haifa al Neghev  per il piccolo paese mediterraneo (è grande come la Lombardia), ma fondamentale per gli equilibri geopolitici del mondo nei giorni precedenti e successivi alle elezioni di primavera. Il reportage ampio, e documentato con interviste a giornalisti, opinionisti, blogger e persone della strada, che presentano ai lettori rappresenta una guida – background utile per capire che sta succedendo in una delle realtà politiche e sociali più complicate.

“Israele è un micromondo fatto di complessità e normalità spiazzanti – ha detto l’autore – e questo è un volume ricco di spunti riflessivi sul clima politico della settimana trascorsa in quella terra bagnata dalle acque del Mediterraneo durante le ore che hanno preceduto le recenti elezioni legislative, analizzando il conseguente fallito tentativo del premier Netanyahu di formare una maggioranza e il repentino ritorno alle urne previsto per il 17 settembre, in una campagna elettorale lampo”.

Della dinamica che sta assumendo la campagna De Girolamo ha discusso insieme al giornalista di Pagine Ebraiche ed esperto del contesto mediorientale Daniel Reichel. Tornano sul campo personaggi della passata storia politica israeliana come Ehud Barak e soprattutto cresce nei consensi l’ex ministro della difesa Avigdor Lieberman colui che ha di fatto provocato il fallimento del tentativo di Netanyahu di formare il nuovo governo ponendosi a paladino di un nuovo Israele laico e dunque rendendo la sua posizione incompatibile con quella dei partiti religiosi.

I sondaggi danno per il momento alla pari il Likud di Netanyahu e il centrosinistra Blu e Bianco di Benny Gantz ex capo di stato maggiore che è stata la vera novità del 9 aprile. Il problema per Israele messo in rilievo da De Girolamo e Daniel è la totale assenza dall’arengo politico delle nuove generazioni: “I giovani si occupano soprattutto delle start up – ha spiegato il giornalista – c’è un grande movimento e fermento nell’economia, assai più che in Italia, ma la classe politica non si muove”.

Così Bibi, che l’opinione pubblica israeliana vede come colui che offre sicurezza e prosperità, che è amico di Trump e interlocutore di Putin, continuerà a dettare le regole del gioco.

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