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Emergenza abitativa, Anci lancia un Patto per la Casa Società

Un tavolo di studio, l'ennesimo, sulle politiche per la casa; un auspicio, l'ennesimo, a costituire un Patto per la Casa che coinvolga tutti i soggetti e anche, questa volta, quegli strumenti ritenuti fondamentali dagli intervenuti come il fondo immobiliare a partecipazione pubblica e privata. Inoltre, rivedere le leggi ormai obsolete in materia, che devono la loro senescenza al cambio avvenuto nel tessuto sociale e soprattutto il concentrarsi, per dare risposta adeguata a emergenze a un tempo economiche e sociali, sullo strumento dell'affitto. E anche una gtande attenzione all'housing sociale, dato per uno e forse unico strumento capace di rintuzzare i morsi dell'emergenza abitativa.

In tutto ciò, la necessarietà di procedere a una riforma celere del sistema toscano di gestione del patrimonio immobiliare dell'edilizia sociale secondo quanto richiesto dalla legge: le modifiche normative varate a luglio scorso dal decreto sulla revisione della spesa, impongono la svolta, con l’omogeneizzazione sul territorio regionale del servizio svolto delle 11 società di diritto privato che attualmente gestiscono l’edilizia residenziale pubblica.

La mattinata di studio che si è svolta presso l'Auditorium di Ente Cassa di Risparmio di Firenze e organizzata da Anci Toscana ha messo molta carne al fuoco; tanto da rischiare, come dice con una battuta il segretario del sindacato degli inquilini Sunia, Simone Porzio, da perdere forse di vista che il focus è il cittadino e il suo diritto, l'abitare e la casa. “Le politiche abitative fra legislazione regionale e fabbisogno sociale”, questo il titolo della mattinata, ha visto un confronto serrato tra Regione Toscana, Comuni, aziende e società di servizi alla presenza di una sala gremita di tecnici e amministratori comunali. E questo trovarsi tutti insieme a parlare della casa, osserva ancora Porzio, è già di per se' un bel risultato.

Fra i punti sottolineati,  Ylenia Zambito, coordinatrice della Consulta Casa di Anci Toscana e coordinatrice dell’incontro, ha ricordato che, entro nove mesi dal 7 luglio 2012, ovvero entro aprile prossimo, la conferenza Stato- Regioni dovrà trovare un nuovo assetto normativo per gli enti gestori dell’ERP, che in Toscana – unica regione in Italia – si configurano come società private. Una sottolineatura cui si aggiunge l'altra dell'assessore alle Politiche abitative della Regione Toscana Salvatore Allocca, che riguarda la necessità di revisione della legge regionale n. 96/96. Ecco i punti chiave secondo l'assessore: rivedere i criteri di accesso alle graduatorie, ridefinire i canoni, puntare sulla qualità degli alloggi anche sotto il profilo del risparmio energetico, oltre a efficientare il sistema di gestione da parte delle società toscane con la stesura di una Carta dei Servizi unitaria, e istituire un osservatorio permanente sulle buone pratiche di gestione da replicare sul territorio regionale.

Per quanto riguarda gli strumenti necessari per rispondere al fabbisogno sociale di casa,  i fondi immobiliari a partecipazione pubblica e privata si sono meritati una meticolosa disanima da parte di Stefano Tossani, del fondo Immobiliare Toscano.. La sfida, come ha spiegato, è quella di convogliare investimenti privati nelle politiche di affitto, politiche che possono rappresentare un volano fondamentale della ripresa del mercato immobiliare. Anzi, come è stato evidenziato da più parti, in questo momento l’housing sociale è l’unica occasione di incontro fra domanda e offerta di casa. E investire nell’affitto rappresenta la migliore forma di ammortizzatore sociale in questo periodo di crisi, che nell’ambito del diritto alla casa colpisce soprattutto le giovani coppie.

Lintervento del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha concluso l'incontro. Il Governatore ha ribadito la rinnovata centralità del diritto alla casa nell’ambito delle politiche sociali, l’urgenza di dare priorità al sostegno per l’affitto anziché per l’acquisto, con un occhio di riguardo ai giovani anche nella revisione della legge regionale 96/96.
L’obiettivo è attivare un Patto per la casa a cui partecipino tutti i soggetti, per definire un pacchetto di proposte entro la fine dell’anno.

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