energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Emergenza abitativa, si allarga il progetto Abitare Solidale Società

Firenze – Il progetto è nato dall’associazione di volontariato Auser e consiste in una formula semplice, scandita da alcuni passaggi. I protagonisti, eccoli: da una parte chi non ha una casa e non riesce a pagare l’affitto e dall’altra un anziano che ne ha una a disposizione, ma è solo e non può mantenerla. Indispensabile, la solidarietà e la collaborazione per risolvere un problema comune. Ed ecco Abitare Solidale, che si concretizza in diversi passaggi. La prima fase è di contatto con chi mette a disposizione la propria abitazione e chi la cerca; si prosegue con la creazione dell’identikit dell’utente, utile per costruire le affinità e per effettuare gli abbinamenti. Il terzo step è quello degli incontri e della conoscenza reciproca, fase in cui sono presenti gli operatori. Infine, avviene l’ufficializzazione della coabitazione attraverso un patto di reciproca solidarietà tra le parti e la sottoscrizione di un comodato d’uso gratuito precario di immobile, che non prevede canoni ma solo un tempo di preavviso per l’interruzione del rapporto. La durata del rapporto di coabitazione è vincolata dalla sussistenza di condizioni dettate nel patto abitativo. Aggiungiamo che il rapporto verrà costantemente monitorato.

Ma funziona? Il progetto, ora adottato dalla Società della Salute Fiorentina Nord Ovest a cui hanno aderito gratuitamente anche i Comuni di Scandicci e di Sesto Fiorentino, ha dato ottimi risultati dove è già realtà, come nei Comuni di Pisa, Pistoia e Firenze, coinvolgendo anche i centri antiviolenza di Artemisia: 700 contatti e segnalazioni e 104 coabitazioni attivate per un totale di 208 famiglie e 220 persone coinvolte.

Le amministrazioni di Sesto e Scandicci organizzeranno corsi di formazione specifici per avviare il progetto, coinvolgendo tutte le realtà coinvolte. “Il disagio abitativo – ha detto l’assessore alla Casa e Welfare del Comune di Sesto Fiorentino, Tamara Taiti – investe una grande varietà di persone e non può più essere trattato con risposte uguali per tutti”. Così, se la parola magica è differenziare le soluzioni, è importante, spiega l’assessore inventarsi e promuovere “nuovi tipi di convivenza sociale fondati sulla solidarietà, sulla collaborazione e l’aiuto reciproco di persone che non hanno legami parentali. Vogliamo intraprendere un percorso che offra concrete opportunità abitative. Per questo avremo bisogno di fare rete tra Servizi Sociali e Associazioni di volontariato del territorio che sono quotidianamente in contatto con chi vive una situazione di disagio”.

“I nostri Comuni assieme alla Società della salute Nordovest sono impegnati da tempo nel contrasto al disagio abitativo, attraverso servizi tradizionali e interventi specifici che si rendono necessari con l’evolversi della domanda – dice l’assessore alla Casa e alle Politiche sociali Elena Capitani – l’aumento delle richieste di aiuto ci ha fatto studiare azioni per rafforzare quanto sinora fatto, pertanto abbiamo aderito, mediante un protocollo d’intesa gratuito con l’associazione Auser, al progetto Abitare Solidale. E’ un intervento che risponde  a molteplici bisogni, vecchi e nuovi, in modo particolare a quelli legati al tema casa e della domiciliarità degli anziani, mediante l’attivazione di coabitazioni solidali”.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »