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Emergenza casa, chiesto il blocco degli sfratti Cronaca

L’emergenza casa non si ferma, anzi si ammanta di cifre da capogiro. Più di millenovecento le famiglie già in lista di attesa per la casa, 70 sfratti al mese secondo cifre ufficiali ma si arriva a 100 secondo liste attendibili se pur ufficiose, più di mille le famiglie che rischiano entro l’anno di ritrovarsi in mezzo a una strada. E se nel 2008 erano circa 2800 le famiglie in attesa della pubblicazione della graduatoria del bando Erp, nel 2010 il numero è salito a circa 3900.
Quello che emerge, e che stamattina è stato ribadito nella iniziativa congiunta organizzata dall’Unione Inquilini e dal Movimento di Lotta per la Casa, è che l’impoverimento generale sta rendendo drammatica una situazione che a Firenze è critica da sempre. La situazione è stata illustrata dal presidente nazionale dell’Unione Inquilini Vincenzo Simoni insieme al segretario regionale Pietro Pierri e da Lorenzo Bargellini, storico leader del Movimento di Lotta per la Casa.
Sono numeri da capogiro che evidenziano uno stato d’emergenza a cui il Comune è richiesto di fare fronte. “E’ una situazione di emergenza straordinaria- esordisce Lorenzo Bargellini – dal momento che non esiste uno strumento giuridico per affontare adeguatamente questo problema, chiediamo all’amministrazione comunale che le esecuzioni degli sfratti vengano bloccate per un anno. Lunedì siamo chiamati in causa per tre sfratti in zone diverse, addirittura una a Fiesole, dove solitamente abita la gente benestante. E’ una situazione delicata che il Comune deve inserire nella propria agenda politica”. Di tutti gli strumenti che si potrebbero utilizzare per alleviare la situaizone di migliaia di famiglie, una di queste, l’autorecupero, “e’ stata del tutto cancellata” come ricorda l’esponente del Movimento di Lotta per la Casa.
Il numero delle esecuzioni degli sfratti di quest’anno è salito in maniera esponenziale rispetto all’anno passato, se si pensa che il prefetto ha stanziato cento sfratti al mese per le dieci mensilità in vigore (esclusi Agosto e Dicembre), si fa presto a fare il calcolo. 1000 famiglie rischiano di ritrovarsi senza un tetto.
“E’ incredibile che ci siano certi “galletti” che parlano di edilizia popolare magari vantando la costruzione di 20 alloggi in via D’Annunzio a energia zero – ricorda Pierri – quando ci troviamo di fronte a cento sfratti calendarizzati al mese. Non solo: la risposta di Casa Spa è del tutto insufficiente, perché, lo ricordiamo, ormai la disponibilità di alloggi è arrivata quasi al fondo del barile. L’emergenza non è solo sociale, ma anche sanitaria, viste le condizioni abitative  in cui spesso versano gli alloggi. Ci si aspetterebbe che chi è a capo dell’amministrazione comunale non dorma la notte. Invece la questione è addirittura scivolata in secondo piano, scomparsa. Non se ne parla più”.
Infine il segretario nazionale Dell’Unione Inquilini Vincenzo Simoni: “ Chiediamo la convocazione di un tavolo d’emergenza per fronteggiare la crisi degli alloggi, non possiamo ritenerci soddisfatti delle 20 abitazioni popolari che saranno fatte in Via D’Annunzio, è una risposta debole da parte dell’amministrazione. 1000 sfratti in un anno significa arrivare a 4.000 sfratti in quattro. E’ il momento di dire basta, l’assenza di un piano d’emergenza ha accumulato queste problematiche”.
Cosa potrebbe fare il Comune? “Solitamente in un esercizio commerciale, paga le tasse in misura di quanto incassato – spiega Simoni – l’immobiliare, invece è l’unica attività che con la nuova cedolare secca del 21% ha la possibilità di pagare una quota fissa minima rispetto a quanto incassa veramente. Prima di tutto, è necessario creare una proporzionalità, se esiste, una tassazione favorevole,  e deve esistere anche un rapporto favorevole con l’affitto. Per questo, ripeto è necessario che il tema della crisi abitativa sia posto al centro dell’agenda comunale”. La situazione è drammatica molte delle famiglie su cui pende lo sfratto, oltre a vivere una situazione dal punto di vista morale pessima, vivono anche in condizioni sanitarie al limite.
“Non vediamo lo sforzo del Comune – aggiunge Simoni- di sedersi a un tavolo per cercare insieme di risolvere il problema. A noi arrivano moltissime richieste d’aiuto e noi ci sentiamo medici senza medicine, neppure quelle primarie”.
Salta anche un luogo comune, vale a dire ritenere che solo gli extra comunitari vivano in queste condizioni. E’ infatti cresciuto il tasso di morosità anche per i residenti italiani. E il Comune pare destreggiarsi utilizzando due soluzioni, come conclude Simoni: “Aspettare che gli alloggi si liberino per morte dell’assegnatario, prospettiva lenta e poco simpatica, oppure smembrare le famiglie piazzando i figli minorenni dapprima in istituti e poi ricorrendo all’affido”.
Intanto, venerdì prossimo, in occasione dell’incontro con esponenti della Prefettura, un presidio si fermerà davanti alla sede in via Cavour. Per ricevere, come conclude Bargellini: “non solo vuote parole, ma provvedimenti concreti”.


Marco Peruzzi

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