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Emergenza casa e anziani, aumenta il fenomeno della nuda proprietà Società

L’emergenza casa esiste anche per chi una casa ce l’ha, ma ha difficoltà a mantenerla o abitarla con un reddito garantito unicamente dalla pensione. Anche per questo sempre più anziani decidono di vedere la nuda proprietà della propria casa. Un fenomeno in crescita anche a Firenze, aumentato del 12% rispetto al 2011. E’ solo uno degli elementi su cui fa luce un’indagine voluta dalla Spi-Cgil sull’emergenza abitativa di questa fascia della popolazione, presentata in mattinata all’Hotel Albani dai segretari  Daniela Cappelli (Spi Toscana) e Mara Nanni (Spi Firenze), alla presenza dell’assessore regionale al Welfare Salvatore Allocca. Un questionario predisposto dall’associazione “Abitare e anziani” è stato somministrato a 102 residenti over 60 nelle province di Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca e Siena, allo scopo di indagare come si pensa, nei prossimi anni, di organizzare questa fase della vita a partire dal proprio contesto abitativo, nozione che ricomprende anche gli aspetti sociali dell’abitare.

«Le persone intervistate sono in prevalenza pensionati over 65, proprietari d’appartamenti superiori agli 80 metri quadrati –  spiegano i responsabili del sondaggio – Gran parte delle abitazioni presenta problemi di agibilità riconducibili a barriere architettoniche come scale interne, bagni troppo piccoli, armadi inaccessibili. Il costo dell’abitare impegna mediamente 200-500 euro mensili ed emerge la volontà di continuare a vivere nel proprio alloggio seppure con l’ausilio di servizi di assistenza».

Dalle prime indicazioni emerse la Cgil intende avviare una riflessione con le istituzioni per  impostare le politiche abitative tenendo in debita considerazione le esigenze di questa “fetta” della popolazione sempre più numerosa, visto l’allungarsi dell’aspettativa di vita. A cominciare dal rafforzamento di servizi sociali domiciliari, dalla previsione di incentivi economici per ridurre i costi dell’abitare ed effettuare ristrutturazioni che riducano le barriere architettoniche interne. Ma anche potenziare le reti di supporto per favorire i contatti tra persone anziane e promuovere indagini per conoscere le condizioni abitative degli anziani e i loro bisogni di servizi. Insieme all’alloggio, molti degli intervistati riterrebbero infatti utile usufruire di un pacchetto di servizi come telesoccorso, cure a domicilio, servizi di trasporto e accompagnamento, manutenzione e pulizia della casa.

Molto utilizzati i servizi offerti dai centri per anziani, soprattutto con l’intento di creare occasioni di socialità. Da queste semplici ma chiare indicazioni nasce allora la proposta dello Spi-Cgil, rivolta alle istituzioni che si occupano di politiche abitative, di destinare una parte delle risorse per l’emergenza casa per finanziare  interventi di ristrutturazione che consentano, ad esempio, di eliminare le barriere architettoniche, o di dividere appartamenti divenuti troppo grandi per destinarne una parte all’affitto. Una soluzione che da un lato accrescerebbe il reddito dei pensionati, dall’altro darebbe la possibilità di un alloggio a prezzi calmierati a giovani in cerca di abitazione.

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