energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Emergenza casa, la Regione crea una task force per l’onda lunga degli sfratti Breaking news, Cronaca

Firenze – Una vera e propria task force per affrontare la delicatissima stagione che si aprirà a breve, con il ritorno degli sfratti dal 1 luglio, è stata varata dalla Regione Toscana insieme ad un’altro strumento, quello della ricognizione che verrà svolta sul patrimonio immobiliare inutilizzato per dirottarlo, qualora sia possibile, all’emergenza abitativa. I due strumenti sono contenuti nei due atti approvati nell’ultima seduta di giunta regionale su proposta dell’assessora regionale alle politiche abitative e sociali Serena Spinelli.

“Le conseguenze della pandemia sulla situazione economica e sociale – sottolinea Spinelli – si stanno facendo sentire in maniera sempre più pesante nelle categorie più fragili, che già si trovavano in condizioni di difficoltà economica. E per quanto riguarda il diritto all’abitare è evidente anche la crescita di quella fascia di persone che fa sempre più fatica a sostenere il costo dell’affitto. A questo si aggiungerà la scadenza di misure nazionali, come il blocco degli sfratti, che hanno consentito almeno di contenere le pesanti ripercussioni della pandemia. Per affrontare adeguatamente questo scenario è necessario un impegno straordinario ad ogni livello istituzionale, a partire dal Governo al quale chiediamo di mettere a disposizione maggiori risorse. Da parte nostra, come Regione abbiamo deciso di istituire una sede di confronto permanente con tutti i soggetti competenti; il tavolo servirà a monitorare la situazione per individuare risposte di protezione nei confronti dei soggetti più deboli. Inoltre abbiamo avviato un percorso che ha l’obbiettivo di per far emergere patrimonio immobiliare che possa essere utilizzato rapidamente per far fronte all’emergenza abitativa”.

L’assessore Serena Spinelli

Il tavolo regionale permanente per l’emergenza abitativa sarà composto, oltreché dalla Regione, dai comuni capofila delle assemblee Lode (i Lode, Livello ottimale di esercizio, hanno un’estensione provinciale, con l’aggiunta dell’area empolese-valdelsa), da Anci Toscana, e dai sindacati degli inquilini. 

La ricognizione del patrimonio immobiliare avverrà invece con un avviso pubblico e sarà finalizzata ad individuare nell’ambito del patrimonio edilizio di proprietà di soggetti pubblici, privati e del privato-sociale, quella parte del patrimonio che sia inutilizzato per destinarlo a emergenza abitativa e residenza sociale.
La ricognizione servirà a permettere alla Regione di poter predisporre un elenco ricognitivo dei beni per stipulare successivamente accordi e convenzioni finalizzati a incrementare il patrimonio pubblico da destinare a emergenza abitativa e sociale,.
Tra le tipologie di alloggi previsti dall’accordo vi sono edifici già pronti, o legati a fallimenti, o ancora all’utilizzo di beni confiscati alla mafia.

Sulla questione, interviene la segretaria del Sunia regionale Laura Grandi. “E’ la prima task force regionale che viene costituita per fronteggiare il disagio abitativo – dice – in particolare a partire dal 1 luglio 2021, quando verrà meno il blocco degli sfratti. La Regione ha fatto un giusto passo, in quanto, sebbene l’emergenza abitativa venga gestita dai Comuni, è importante la creazione di una sorta di cabina di regia per gestire la conflittualità che avverrà in particolare in interi territori che disconoscono l’emergenza abitativa, e che non si sono apprestati ad affrontarle in modo adeguato. Arezzo, Siena, Pistoia, Grosseto, non solo non hanno risposto alle sollecitazioni per formare le commissioni territoriali, per il passaggio da casa a casa come previsto dalla legge regionale, ma non hanno proceduto nemmeno a una verifica del proprio patrimonio Erp. Non si può mettere la polvere sotto il tappeto, dimenticando che la polvere è fatta da famiglie, anziani,  minori, soprattutto  lavoratrici e lavoratori colpiti da marzo 2020 a oggi”.

Laura Grandi, segretaria regionale del Sunia

C’è anche un ulteriore carico in una situazione già grave, ed è quella delle città d’arte. “La situazione peggiore è proprio quella che vivono le città d’arte, che si sono fermate bloccando tutte quelle attività fra loro connesse. La T0scana, non dimentichiamolo, è piena di città d’arte – dice Grandi – perciò la riapertura degli sfratti qui sarà ancora più disastrosa che altrove”.

Dunque, nuova proroga per gli sfratti? “No, come sindacati inquilini non chiediamo un ulterioe blocco degli sfratti – dice Grandi – ma chiediamo invece alle amministrazioni di far quadrato e capire come venire incontro a chi ha bisogno, a com mettere in atto aiuti e politiche in questo sesnso.  Anche perché le istituzioni nazionali e locali hanno avuto tempo e contributi per pensarci”.

Ma è con i numeri del patrimonio abitativo inutilizzato che si capisce meglio il problema: nel 2019 sono emersi 3.500 alloggi sfitti nel patrimonio Erp dell’intera Toscana. “Un passo importante sarebbe intanto rimettere in circolo gli alloggi di risulta – dice Grandi – che nel solo Erp fiorentino sono 800”. Fra gli altri alvei su cui andare a inventariare, il patrimonio sfitto ad esempio degli enti previdenziali, ma anche gli alloggi pignorati e da anni rimasti inutilizzati in pancia alle banche. 

“Non dobbiamo dimenticare che, nonostante il blocco  delle esecuzioni, le richieste di sfratto sono andate avanti – ricorda la segretaria del Sunia– si marcia a un numero molto alto giornaliero di richieste di esecuzione: circa 150 al giorno sull’intera Toscana, e sono numeri approssimati per difetto. La gravità della frattura sociale che si sta per produrre lo si vede anche leggendo un altro dato: a Firenze, Pstoia e Livorno, quasi l’80% dei canoni ricontrattati non è stato pagato nonostante l’abbassamento dell’affitto operato dai proprietari”.Un esperimento dunque fallito, dal momento che il protrarsi delle difficoltà sul lavoro ha comportato la perdita della capacità di onorare il canone. Alto o basso che sia.

Tirando le fila, qual è il ruolo di questa task force regionale? “Per conto mio, questo nuovo stumento dovrebbe configurarsi con un ruolo politico, che non è quello di controllare, ma di armonizzare le buone pratiche dei territori e verificare che tutte le possibilità previste dalla legge re ionale  per il passaggio da casa a casa vengano messe in atto,  in tutti i territori in modo omogeneo – conclude Grandi – ad esempio mettendo in attività le commissioni territoriali su tutto il territorio regionale, con la messa in campo di modalità per mettere in circolo gli alloggi di risulta, o prevedendo il reperimento di alloggi privati o di enti previdenziali, oltre a quelli delle banche immobilizzati e mai rimessi in circolazione”.  Tutte modalità e azioni che dovrebbero essere esperite allo stesso modo in tutte le aree territoriali della Regione, in modo che non ci siano figli prediletti e figli negletti.

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »