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Emergenza Lunigiana: in oltre 700 al lavoro per tornare alla normalità Cronaca

Ieri, 30 ottobre, il vescovo di Massa, Giovanni Santucci, ha celebrato ad Aulla la messa nella chiesa di San Caprasio, ma i fedeli presenti erano solo poche decine. Gli altri erano impegnati a spalare fango dalle strade e dalle abitazioni. Ad oggi sono in tutto 700 le persone attive in Lunigiana per fronteggiare l’emergenza causata dall’esondazione del Magra, di cui 300 volontari ed il rimanente composto da personale degli enti pubblici (Comuni, Province e Regione), forze dell’ordine (carabinieri e polizia), Esercito, Marina, Vigili del fuoco e Protezione Civile. I mezzi in azione sono circa 150. Gli sfollati in tutta la Lunigiana sono circa 2.000, e necessitano di acqua, medicinali e viveri, che la Protezione Civile sta distribuendo in grande quantità. Diversi anziani sono assistiti dal personale medico del 118 nel palazzetto dello sport di Aulla, dove è stato allestito un centro accoglienza. A Zeri, frazione di Aulla, si sta verificando la possibilità di far rientrare nelle loro abitazioni circa 100 persone, mentre a Mulazzo gli sfollati sono ancora 63 e ad Aulla 78. Solo in quest’ultima cittadina, una delle più colpite dall’alluvione, la Protezione Civile prepara 1.300 pasti al giorno per coloro che sono rimasti senza scorte alimentari. E mentre l’Unità di crisi di Aulla (composta da Protezione Civile, rappresentanti della Regione, degli Enti locali, delle forze dell’ordine e del volontariato) rinnova l’appello ai curiosi a lasciare libere le strade per i soccorsi e ad evitare il cosiddetto “turismo delle disgrazie”, le condizioni di viabilità rimangono problematiche. Il casello autostradale di Aulla rimane chiuso al traffico per veicoli estranei ai soccorsi ed alla vigilanza, ma la stradale provinciale 37 per Valle Arzelato è stata riaperta dopo un sopralluogo congiunto dei tecnici regionali e dell’Esercito, che hanno dichiarato percorribile la strada. Continua l’emergenza acqua in tutta la Lunigiana ed i vigili del fuoco stanno organizzando una carovana di autobotti per risolvere le situazioni più critiche, createsi ad Aulla e Mulazzo. L’erogazione dell’acqua dovrebbe comunque tornare regolare entro la giornata, grazie al ripristino di una presa idrica che alimenta le cisterne a monte di Aulla. Quella del gas, invece, è garantita su tutto il territorio del comunale e quella dell’energia elettrica è attiva a tratti. Le frazioni di Stadano e Parana sono ancora isolate e non possono essere raggiunte dagli automezzi, ma solo dagli elicotteri. Per entrambe le località della Lunigiana è stato allestito un punto di assistenza mediante elicotteri che trasportano viveri e medicinali. Per Stadano si valuta la possibilità di ripristinare una strada dismessa, mentre per Parana quella di realizzare un ponte temporaneo. Intanto nascono dei comitati che additano la responsabilità del disastro alla diga di Teglia e va avanti l’inchiesta contro ignoti della Procura di Massa Carrara. «Con la Protezione Civile e con l'autorizzazione anche della Regione, avremmo dovuto sostituire il muro con dei blocchi prefabbricati ad incastro, una misura precauzionale in attesa del vero intervento di messa in sicurezza e rifacimento della struttura portante. Ma al momento stiamo aspettando il permesso della Procura, perchè con l'apertura delle indagini pare non si possa compiere l'intervento», ha spiegato il presidente della Provincia di Massa Carrara, Osvaldo Angel. L’inchiesta, ha spiegato il procuratore di Massa Carrara, Aldo Giubilaro, procederà su due piani: «Da una parte cercheremo di capire se ci siano responsabilità umane nella morte dei due cittadini di Aulla se negli anni si siano verificati comportamenti da parte di amministratori pubblici che abbiano portato al disastro ambientale». La stessa Procura massese annuncia che verrà nominato un collegio di esperti che, dai prossimi giorni, lavorerà nelle zone colpite dall’alluvione per cercare di capire se le costruzioni edificate sulle sponde del Magra abbiano in qualche modo influito sul disastro in Lunigiana.

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