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Emergenza profughi: Prato risponde all’appello di Mattarella Cronaca

Prato – Il  presidente Sergio Mattarella, sabato scorso, ospite a Sarayevo al meeting dei Paesi Balcanici, dopo un’altra grande tragedia nel mar mediterraneo, che ha visto 700 migranti morire in quelle acque e dispersi un centinaio di bambini, ha detto, a proposito del drammatico fenomeno migratorio che coinvolge l’Europa:”Quello dell’immigrazione è un fenomeno epocale e destinato a durare nel tempo” e “atteggiamenti solitari e di chiusura sono effimeri e inefficaci. Occorrono al contrario politiche unitarie e coerenti, azioni coordinate a livello planetario nel campo della solidarietà e dell’accoglienza”.

Un appello che ha visto Prato con la sua provincia rispondere nell’ultimo fine  settimana di maggio a nuove soluzioni d’emergenza abitativa, quando dalla prefettura è stato annunciato venerdì sera, l’arrivo di settanta profughi . Per gestire un così elevato numero di persone con le strutture di accoglienza cittadine già al collasso, è stato adibito un capannone in disuso nella zona industriale di  Montemurlo, anche se l’arrivo a Prato di 45 profughi anziché i 70 previsti, di cui 15 (di nazionalità etiope, che hanno preferito lasciare la città)  ha ridotto il numero a solo 30  richiedenti asilo che sono stati ospitati nelle strutture di accoglienza locali.

Purtroppo, però, dalla Prefettura fanno sapere che non è escluso che possano esserci nuovi arrivi vista la drammatica situazione nel Mediterraneo e oggi, lunedì, è stato fissato  un incontro in prefettura con i sindaci dei  Comuni della provincia per capire com’è possibile far fronte ad eventuali nuove emergenze.
A questo proposito, ha spiegato il Vicesindaco Simone Faggi: “Il Governo – ha fatto fronte agli 8.000 sbarchi facendo un riparto eccezionale tra alcune regioni tra cui la Toscana. Quelli arrivati (e rimasti) adesso sono già nelle strutture esistenti. L’edificio di emergenza allestito a Montemurlo è un’opzione che è stata utilizzata. Adesso dovremo valutare quello che accadrà nei prossimi giorni e non è escluso, anche se non ci sono a oggi segnalazioni, che possano esserci nuovi arrivi. Noi sulle tendopoli siamo assolutamente contrari e l’abbiamo ribadito più volte. L’accoglienza a Prato funziona ma perché ci sono buoni rapporti istituzionali: non possiamo rovinarli. Non siamo in grado di far fronte ad arrivi straordinari e in questo caso serve, secondo me, un piano governativo senza far ricadere la situazione sugli enti locali”.

“Se ci troveremo davanti a un piano pensato con arrivi divisi per settimane siamo in grado di far fronte all’emergenza ma ad arrivi di massa no. L’accoglienza è la strada per la gestione. Ma ha senso con numeri gestibili”, conclude Faggi. E il sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini, non messo al corrente dell’utilizzo, su ordine diretto della prefettura dell’ex fabbrica in via Alfieri. “Farò verificare agli uffici se quell’immobile ha le caratteristiche per ospitare delle persone sia dal punto di vista urbanistico sia sanitario. Non si possono mettere delle persone in luoghi dove non ci sono i bagni. Abbiamo fatto 170 sequestri in questi anni per gli stessi motivi nelle case-fabbrica cinesi e non possiamo certo cambiare atteggiamento se cambia il colore della pelle. E farò verificare dagli uffici anche se questo è consentito dalla prefettura. Non sono d’accordo a soluzioni di questo tipo in via generale figurarsi poi se lo si fa mentre in Toscana ci sono 70 Comuni che non hanno un profugo”.

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