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Emergenza ungulati, nuovo allarme degli agricoltori toscani Ambiente

Le assemblee provinciali della Cia Toscana hanno approvato all'unanimità la petizione lanciata dall'associazione degli agricoltori rivolta alle istituzioni per sollecitare interventi urgenti ed efficaci contro l’allarme ungulati e predatori.
«La gravità della situazione, ovvero una presenza insostenibile di ungulati e predatori – sottolinea il presidente Cia Toscana Giordano Pascucci – è riconosciuta a partire dalle istituzioni locali e regionali, ma dobbiamo constatare, ed è ancora più preoccupante, l’attuale stato diffuso di inerzia. La situazione è da tempo fuori controllo, lanciamo un appello alle istituzioni, agli atc, alle associazioni ambientaliste, alle associazioni venatorie, a tutte le forze politiche, sindacali, imprenditoriali e sociali, ai cittadini che hanno a cuore l’agricoltura. Chiediamo l’immediata convocazione dei consigli comunali, provinciali e regionale per affrontare l’emergenza faunistica. Senza risposte esaustive non escludiamo di rafforzare la mobilitazione».

Gli agricoltori toscani, insomma, chiedono interventi “risolutivi”. Ciò che fronteggiano, infatti, ha tutto l'aspetto di una vera e propria piaga economica per il settore rurale. «E’ urgente difendere il reddito degli agricoltori – aggiunge Pascucci – messo a rischio da ungulati e predatori; l’agricoltura, l’ambiente ed il paesaggio dalla catastrofe; le imprese ed i consumatori tutelando la produzione agricola; il diritto di tutti ad un agro-eco-sistema equilibrato che tuteli la biodiversità»

Se si dà un occhio ai numeri che l'associazione presenta, la gravità della situazione risalta immediatamente. “Dal Duemila ad oggi – si legge in nota – cinghiali e caprioli in Toscana sono raddoppiati. Si contano in Toscana oltre 400.000 ungulati ed un numero crescente di predatori, che impediscono agli agricoltori di produrre, danneggiano i boschi e l’ambiente, provocano incidenti alle popolazioni”. Densità dei cinghiali, spaventosa: per ogni 100 ettari di territorio ci sono in Toscana almeno 20 cinghiali, mentre il Piano Faunistico Regionale prevede 0,5-5 capi ogni 100 ettari.Al numero dei cinghiali si aggiunge un numero quasi uguale di caprioli, in costante aumento. “Per ogni agricoltore ci sono ormai 5 capi ungulati, un carico quasi raddoppiato in cinque anni – informa Cia –  10 milioni di euro di danni produttivi sono stati accertati dagli ATC negli ultimi 5 anni, ma i danni economici ed imprenditoriali sono in realtà assai superiori. La Cia Toscana chiede subito il risarcimento totale dei danni diretti ed indiretti causati da ungulati e predatori”.

Ma il risarcimento non basta: serve un'immediata «azione decisa per attuare entro il 2014 gli obiettivi del Piano Faunistico Regionale; un Piano straordinario per riportare la presenza e la densità della fauna selvatica e dei predatori in equilibrio con il territorio; interventi di contenimento della fauna selvatica nei parchi e nelle aree protette; una profonda revisione delle normative comunitarie, nazionali e regionali, a partire dalla Legge 157/92, per tutelare la biodiversità e dare certezze agli operatori».

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