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Empoli, alle Poste col giaccone da sci: manca il riscaldamento Breaking news, Cronaca

Empoli – La denuncia arriva dalla Uil Poste e riguarda la filiale di di via Luigi Russo 7, in pieno centro a Empoli. Sportellisti e cittadini che si recano per lavoro o per le loro attività nell’ufficio, devono vestirsi come in una gita sulla neve. Perché? Manca il riscaldamento, da giorni, e con il Buran che tira, non c’è da scherzare. 

“Dopo numerose nostre sollecitazioni – spiega Renzo Nardi, Segretario Generale  Uilposte Toscana – si sono recati sul luogo i tecnici mandati dall’azienda per dei sopralluoghi, ma sono riusciti soltanto ad attivare a singhiozzo il riscaldamento nelle aree non esposte al pubblico, dove cioè si lavora in back office e non dove lavorano gli sportellisti e dove vengono serviti i clienti”. 

Nardi spiega anche che Poste Italiane è a conoscenza da anni dei problemi alla climatizzazione dell’ufficio di Empoli, “ma non ha mai effettuato un intervento tale da risolvere la situazione”.

Intanto, già dalla settimana scorsa, come spiega Silvia Cirillo, Segreteria Uilposte Toscana, “gli impiegati lavoravano allo sportello davanti al pubblico  con giubbotto, guanti, sciarpa e cappello, sotto lo sguardo incredulo dei clienti, tra cui tantissimi anziani e pensionati. Tra l’altro, come sempre accade i primi giorni del mese, gli sportellisti di Empoli vengono messi in straordinario dall’azienda (in barba ai regolamenti sull’istituto stesso dello straordinario) per fare fronte al grande afflusso dovuto al pagamento delle pensioni. Una doppia beffa per i lavoratori, che si ritroveranno a dover fare più ore rispetto al proprio orario di lavoro in una condizione climatica tutt’altro che confortevole”.

“La Uilposte ha chiesto anche di recente un incontro urgente all’azienda per denunciare una situazione surreale, ma le persone non posso aspettare giorni e giorni di rinvio – specificano Nardi e Cirillo – Poste non può chiedere di lavorare in queste condizioni, né può chiedere ai cittadini, spesso anziani, di recarsi in un luogo che non offre quel minimo standard di comfort e sicurezza per chi deve passarci molte ore della propria giornata”.

 

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