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Ennesimo flop: un tempo le partite 11 contro 10 si vincevano Sport

Firenze – Almeno nel girone d’andata le partite in undici contro dieci si vincevano. Ora neanche quelle. E che po’ po’ di dieci avevamo davanti! Una difesa a tre con Diakhaté, Ranocchia e Cassani (a sinistra) che forse prenderebbe gol anche nell’interregionale! Dalla Fiorentina invece a malapena ha preso un paio di tiri. E poi: ritmi da dopolavoro, schemi imperscrutabili, giocatori a un livello di condizione più da fine carriera che da fine campionato e quasi tutti fuori ruolo, nessuna azione degna di questo nome; il tutto al cospetto di un tecnico mummificato in gesti da inetto cortese.

Eppure ADV l’aveva preparata psicologicamente alla grande la partita, con l’ennesima indignazione, con la “ferita” infertagli dalle menzogne di Montella ostentata alla gente (ma basta dare del bugiardo a un altro, senza mai dire qual è la verità vera? Pare di sì, per i nostri ineffabili patròn!). Con quella ferita ha chiamato il suo popolo alla difesa, con quelle parole amare e quel saluto rifiutato al reietto Montella era come se avesse detto: ora pensateci voi ad accogliere l’infame come si merita, e poi ci penserà il fido Sousa a chiudere la questione in apoteosi! E invece il pubblico è sembrato assai poco influenzato da quell’ennesimo desolante colpo di teatro del nostro presidente, e ha applaudito Montella.

I fischi che cercavano di insinuarsi nell’ovazione sembravano più di paura e di scaramanzia che non di malumore. E al resto sì, ci ha pensato Sousa; con l’ennesima formazione senza capo né coda, con i soliti spazi stellari tra un reparto e l’altro, con la comprovata impotenza a far tirare in porta un attaccante. E a proposito, sarà pur vero che Baba è il simulacro di un calciatore (e mi piacerebbe sapere di chi è la responsabilità, visto che alla fine dello scorso campionato, dove pure aveva sofferto infortuni a catena, aveva una valutazione di mercato sui venti milioni di euro); ma anche quando gioca Kalinic non c’è un tiro in porta.

Il nostro gioco d’attacco è impersonato dai soli Ilicic, peraltro ieri il peggiore in campo (anche se in una graduatoria per la maglia nera difficile da stilare!) e, quando entra, Zarate, che tira anche da casa sua, ma almeno tira. Il resto è nonsense. Un’ala che non crossa mai (sia perché è risaputo che i cross in Italia servono solo a far ripartire gli avversari in contropiede sia perché nessuno è mai posizionato come si deve a ricevere), un centrocampista come Ilicic costretto a lavorare in zone del campo dove chiaramente non si ritrova, un Borja che è sempre il migliore, ma che ancora devo capire cosa ci faccia a pressare il portiere avversario e a sfinirsi a tutto campo dietro agli avversari, perdendo lucidità e, ahimè, palloni.

Ora anche Badelj è cotto a puntino dalle corse e rincorse a vuoto; e la lentezza di Tino Costa (un Mati più compassato e con meno numeri) non lo aiuta certo a giocare tranquillo. Quando poi è entrato un buon Vecino, lui è uscito. E anche su queste sostituzioni e su questi avvicendamenti da parte di Sousa, quasi sempre imprevedibili (e, alla fine, inopportuni), ci permettiamo un certo scetticismo. Contano, certo, gli infortuni; ma agli infortuni si rimedia anche cambiando gioco ogni tanto, e non forzando certi giocatori a fare quello che non sapranno mai fare.

Eppure, in questi giorni, si è sentito dire e si è letto che Sousa sta facendo bene! Anche dopo la partita di oggi? Cosa si accampa, dopo questo ennesimo flop? Il primo caldo? Le fatiche dei giocatori chiamati in Nazionale? Le destabilizzazioni provocate dal bieco Montella con le sue bugie? L’anno scorso la Fiorentina chiudeva il campionato con cinque vittorie e con intatta energia psicofisica, nonostante fosse la squadra che aveva giocato più partite di tutte la altre (la raggiunse la Juve quando giocò la finale di Champions). Non sarà forse il tipo di gioco che si gioca a non essere adatto per questi giocatori? Ormai io a questa domanda è da tempo che ho già dato una risposta.

Ma ora, dopo le vicende di questa settimana, mi azzardo a pormi un’altra domanda e a rispondermi (alla Marzullo): perché i nostri proprietari hanno dichiarato ai quattro venti che Sousa sta facendo bene e che sarà l’allenatore della Fiorentina anche l’anno prossimo? Ecco la mia risposta: perché Sousa, con il suo gioco e le sue capacità, dà loro la garanzia che non vincerà mai e che non li metterà mai nell’imbarazzo (come invece hanno fatto Prandelli e Montella, sfacciati e irriconoscenti!) di dover ritenere “chiuso un ciclo” per non esser costretti a dare alla Fiorentina qualcosina di più.

Ma non sarebbe più onesto dirlo? Si deve davvero credere che sia Montella il bugiardo, quando tutti abbiamo sentito Della Valle senior in diretta TV, con la Viola prima in classifica, promettere che avrebbe fatto il possibile sul mercato per far sognare i suoi tifosi? E il possibile erano Benalouane e Kone? Certo! Se Sousa è un grande tecnico, allora si capisce tutti qual è il metro di valutazione…

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