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Enrico Coveri: un tributo all’energia creativa Cultura

Il presidente della Camera di Commercio Carlo Longo ha appena inaugurato quelle che saranno due giornate, il 24 e il 25 ottobre, incentrate sul tema dell’industria del tessile e della moda, in una nuova sede, il recupero di un vecchio magazzino realizzato da MDU architetti, con una mostra- tributo a uno stilista unico nel suo genere, come Enrico Coveri, che ha segnato in modo indelebile con la sua brillante creatività, tutti gli anni ottanta del secolo scorso. Per celebrare il ritorno di Coveri, la cui memoria la famiglia per venti anni ha custodito gelosamente, sono stati impegnati tre curatori: Ugo Volli, esperto di storia della moda, Martina Corgnati, critico d’arte e Luigi Salvioli, grande amico dello stilista e partecipe alle sue memorabili sfilate. Volli ha celebrato la Maison Coveri per il suo percorso “esemplare e ancora attuale”, sottolineando che Enrico è stato “un precursore” di una via imprenditoriale sempre valida, inventando un modo si sfilare, la seconda linea delle collezioni, un certo tipo di accessori. Corgnati ha dichiarato che per Coveri l’azienda è stata “un luogo di ricerca interdisciplinare” che oltre alla moda, includeva l’arte. Dell’importante collezione dello stilista pratese, il critico ha selezionato una decina di dipinti, commissionati tra il 1987 e il 1988 ad artisti che si chiamano Mondino, Dova, Angeli, Luciano Bartolini, Bertini, Benati, fino all’immancabile  ritratto di Warhol che ebbe per Coveri un’ammirazione speciale. Il nipote, Francesco Martini Coveri ha spiegato che c’è voluto del tempo per mettere insieme “una squadra di persone che studiassero e capissero questo artista-stilista”, che si era diplomato alla Scuola d’Arte di Pistoia.  Salita la scala che porta all’anfiteatro, tutta foderata del tessuto disegnato da Keith Haring nel 1983, ci si imbatte subito in un concentrato di immagini caleidoscopiche: foto scattate durante le sfilate a modelle (e modelli)  che sarebbero di diventate famosissime, quali Naomi Campbell, Claudia Schiffer e Mila Jovovich, fotografate da Michel Comte o Bill King; video con scatenate colonne musicali; un piccolo gruppo di abiti, tra cui risaltano i famosi e sexy tubini di maglia intrecciata di lucide paillettes dai colori azzardati, marchio di fabbrica della Coveri. Come giustamente racconta chi lo ha conosciuto e come testimoniano le tante foto d’epoca esposte, Coveri è stato un creativo animato da un’inesauribile energia, e da un’allegria comunicativa, sempre attorniato dal jet set e dagli esponenti della società più raffinata e del mondo della cultura. Mercoledì a partire dalle ore 15 e giovedì già dalla mattina,  nella sede della Camera di Commercio si terrà un convegno dedicato al L’industria internazionale del tessile e della moda e alle strategie di produzione (per partecipare www.po.camcom.it); mentre ancora mercoledì alle 19 al Centro Pecci apre la mostra di Zanele Muholi, una selezione di opere dalle serie “Being” (2007) e “Faces and Phases” (esposte quest’anno a Documenta 13 Kassel) della fotografa sudafricana che coniuga la produzione artistica e l’impegno politico dando vita a un personale “attivismo visuale”. Le sue fotografie rappresentano la forza e la bellezza delle persone ritratte, donne della comunità LBGT sudafricana, di alto valore artistico oltre che sociale e politico. Da sabato 27 in piazza S. Marco, nello spazio LATO, si aprirà una mostra intitolata unCover, con opere di artisti che si confrontano sul linguaggio delle cromie e dei segni, che ricordano il successo di Coveri: sono lavori firmati da Warhol, Ono, e i toscani Buscioni, Masi, Chiari. A dicembre si aspetta un’altra manifestazione importante al Museo del tessuto: Vintage. L’irresistibile fascino del vissuto. Prato riparte e sembra ritrovare l’indomabile orgoglio e l’entusiasmo che hanno sempre segnato le riprese di questa operosa e ingegnosa città del tessile.

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