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Enrico Rossi riparte: dalla Toscana verso un “socialismo europeo” Politica

Firenze – Enrico Rossi riparte dall’Oltrarno, da Piazza Frescobaldi come 5 anni fa. “L’unica differenza è che siamo saliti di un piano”. Stavolta al secondo, invece che al primo. I temi ruotano attorno ai risultati raggiunti negli anni passati: una legislatura “di cambiamento” che ha dimostrato come la Toscana sia riuscita a reagire pur dentro la crisi, “non rimanendo seduta e statica”.

“Abbiamo contenuto il versante disoccupazione meglio di altre regioni. Abbiamo speso i fondi comunitari grazie anche a una proroga per i lavori della tranvia. Abbiamo fatto riforme importanti come quella dell’ambiente, dell’assetto idrogeologico, per la tutela della bellezza della nostra regione”. Gli obiettivi raggiunti sono molti, a detta di Enrico Rossi. Ma ce ne sono altrettanti su cui concentrarsi. Per questo, la ricandidatura. Per mantenere e qualificare ancora di più i servizi ai cittadini. Per consolidare i cambiamenti ottenuti e spingersi oltre, “per fare di più e meglio”.

Non sarà difficile, per Enrico Rossi. Lui da una parte, e dall’altra la frammentazione di candidati che corrono da soli, espressione di compagini azzoppate senza un forte radicamento sul territorio. Si avverte la “crisi politica in cui versa il paese e soprattutto il centrodestra”, in buona parte ancora “legato a Berlusconi”. Ma se l’obiettivo primario è vincere le regionali, il secondo appare più ambizioso ancora: costituire e far parte di “un fronte che apra la strada a un nuovo socialismo europeo”. E per questo Rossi fa sue le parole di Piketty su Juncker: “l’uomo al quale incoscientemente si è data in mano la commissione europea dopo che per vent’anni ha condotto il Lussemburgo a una sistematica depredazione dei profitti industriali del resto d’Europa”.

Un impegno a tutto tondo, quello di Rossi, che nella Regione vede solo un punto di partenza. E che non ha timore di esprimere opinioni forti: bisogna togliere gli investimenti dal patto di stabilità; le regioni sono troppe e troppo piccole, è necessaria una riforma. Alle dichiarazioni di Zaia, che accusava la Toscana di aver scampato il commissariamento pur sforando il tetto della spesa farmaceutica, il candidato ha risposto: “L’unica bancarotta che vedo è quella della Lega, la polemica di Zaia è chiaramente sopra le righe”.

Tra l’altro proprio sulla sanità il PD punta tutto per queste regionali: dalla scelta di destinare i 45 milioni di avanzo registrati nel 2014 all’acquisto di un farmaco per l’epatite, malattia che colpisce 15.000 toscani, alla promessa di una nuova riforma sanitaria per “erogare gli stessi servizi” nonostante le minori risorse disponibili.

 

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